Enrico Rossi
Un inizio di stagione così, non se l’aspettava nessuno, meno che Gasperini che da sempre continua a credere nel suo progetto per costruire una Roma vincente. Tre partite in campionato, altrettante vittorie, ed un ottimo debutto in Champions. E domani, nuovo esame al Grande Torino contro i granata. “Domani troveremo una squadra determinata e se non stai bene, in Italia come in Europa, non puoi avere la presunzione di vincere – ha spiegato il tecnico in conferenza -. E a Torino servirà una gran partita per farlo come sempre. L’unica cosa che dovremo fare è dimenticarci l’ultima gara giocata. Domani dovremo essere a posto. Sono soddisfatto del mio gruppo, di come si allena e come affronta le partite. Ha una bella mentalità e una predisposizione a giocarsi la partita e il risultato. Questo gruppo si è preso la gente, ora entrerà ancora più in condizione. Questo campionato sarà molto intenso ed equilibrato per tutti. Quando tutte le squadre avranno terminato il rodaggio allora le partite saranno ancora più difficili. E bisognerà resettare le vittorie calandosi in altre partite. Il ritmo è infernale, ma oggi il calcio ad alti livelli è questo. Tutti devono sempre guardare avanti”.
Uno dei temi trattati riguarda Malen, e Gasperini non si tira indietro. “Difficile pensare a questi numeri straordinari, fuori dal normale. Ha fatto qualcosa di speciale, con continuità. Sono numeri straordinari anche per il modo in cui sono arrivati. Chiaro che sapevo potesse diventare importante per noi, ma siamo andati oltre”.
Poi Gasperini si scioglie quando parla dei suoi ragazzi. “Dybala se sta bene gioca sempre, non c’è nessun dubbio. Se uno sta bene gioca, se ha bisogna di riposare allora è giusto che abbia tempo. Per esempio Castro è un giocatore importante, sono felice sia con noi. Bisogna uscire fuori dalla mentalità che se non gioca dal primo minuto allora non sta facendo bene. Mi pare sia entrato sempre, lui come Mora. In lui vedo un giocatore di grande talento, è molto giovane e va considerato. Deve ancora completarsi fisicamente e tatticamente. È arrivato da poco, ma per quanto ha fatto vedere finora è un giovane di livello. Non credo che oggi nel mondo ci siano giovani più protagonisti di lui in questo momento. E domani recuperiamo anche Pellegrini, lo convoco per il Torino. Forse per la prima volta ci siamo veramente tutti. Lulli era influenzato, oggi mi sembra stia meglio. A quel punto tutti i giocatori di movimento possono fare al meglio delle loro possibilità. L’unico dubbio riguarda Koné ma potrebbe esserci. Subiamo gol sempre dopo l’intervallo? Non saprei, sono state due partite complessivamente giocate bene. Cercheremo di stare più attenti, ma l’importante è non prenderli”.
Gasperini non ci sta quando si parla delle gerarchie in difesa. “Smettetela con questa gerarchia, non ha nessun senso per la squadra. Sono tutti giocatori importanti, è cresciuto Ghilardi, è arrivato Koulierakis, Balerdi lo sapevamo che fosse di grande spessore. Se entriamo nel discorso delle gerarchie non funziona. Nelle squadre che fanno la Champions ci sono tutti titolari, altrimenti si fa solo polemica. Bisogna avere un gruppo solido come noi abbiamo, mettendo sempre fiducia in ognuno dei giocatori. Non c’è uno standard unico per gestire periodi pieni di partite. Si naviga un po’ a vista, i giorni tra una gara e l’altra diventeranno pochi dopo la sosta. In genere quello che faccio è scegliere un giocatore quando sta bene e aspettare chi deve recuperare. Tutti viviamo di cicli, dobbiamo prendere il meglio di uno o dell’altro in ogni momento. Tutti sono affidabili, non c’è mai bocciatura se gioca uno o l’altro altrimenti entriamo in un meccanismo continuo di polemiche”.
Infine difende la scelta di De Roon di vestire il giallorosso. “E’ stato un giocatore che per anni ha portato il nome dell’Atalanta in alto per il mondo, facendo qualcosa di straordinario. Ora è con noi ed è una fortuna, purtroppo non è stata una scelta sua. Non rientrava nei piani dell’Atalanta e cosa doveva fare? Non giocare più per altre società? Io sono contento sia qui con noi, sarà importantissimo. Lui non è una banderina ma uno striscione a tutta curva per quella squadra e quella città. Ora sta crescendo di condizione e sarà importante per noi”.
Fine delle trasmissioni. Adesso spazio al campo, a Torino-Roma. Con la voglia di rimanere lassù, dove tutto è più bello.

