Debora Cinti
Il Como è sempre più realtà e non conosce limiti. Che sia campionato o Champions League, non c’è differenza. L’esordio nella massima competizione continentale, è semplicemente da urlo: 4-1 al Lipsia e buonanotte ai suonatori. Una prima pazzesca per l’esordio, diventata una partita come tutte le altre, esattamente come voleva Cesc Fabregas che non voleva caricare di responsabilità i suoi uomini che invece in campo sono esplosi con una potenza inaudita e schiacciato mortalmente una squadra che pure che la Champions la conosce e la gioca da anni. Sembrava una partita sotto il giardino di casa per i comaschi, senza pressioni, a sprigionare la qualità che ormai ci ha abituati in campionato. Il Lipsia si è arreso davanti ad una squadra che ha giocata una partita perfetta, senza sbavature, calciatori che in campo si trovavano ad occhi chiusi.
Il vantaggio dopo una manciata di minuti con Baturina che scambia con Douvikas, mette a sedere un avversario e firma l’1-p. Il Lipsia prova a replicare con uno degli uomini di maggior spessore, Nusa, ma senza graffiare. Il Como ci crede, gioca con irrisoria facilità, gestisce il possesso in maniera disarmante. Il Lipsia prova a ribattere con Maximovic, ma Butez c’è. Ma il Como vola sulle ali dell’entusiamo, concede nulla e il raddoppio è cosa da ragazzi, con Baturina che ricambia la cortesia, servendo a Douvikas la palla del 2-0. Il Lipsia prova a scuotersi a inizio ripresa, ma non ha il tempo di ragionare che incassa il terzo gol, con Nico Paz che innesca Diao che fa secco il portiere tedesco con un diagonale imprendibile. Un sinistro di Maximovic permette al Lipsia di sperare, ma Perrone allo scadere ringrazia il secondo assist di giornata di Nico Paz per firmare il 4-1. Un esordio da sogno. Como può sognare.


