Enrico Rossi
Si accendono i riflettori dell’Olimpico, ed è spettacolo allo stato pure, con la Roma che all’esordio travolge una Fiorentina che pure era annunciata in grande spolvero. Quattro a zero in un match che non c’è mai stato, dominato dai giallorossi dall’alto di una superiorità tecnico-tattica semplicemente imbarazzante. Troppo poca la Fiorentina per una Roma che ha sbagliato nulla, illuminata da una stella che risponde al nome di Paulo Dybala: tre assist e tre gol targati Malen, mentre il quarto è a firma Pisilli. Basterebbe questo per incorniciare la partita, ma la Roma ha detto tanto altro ancora. Come Lulli, ragazzino del vivaio, che non ha sofferto l’esordio e offerto una prestazione maiuscola. Hai visto mai? Vince la Roma anzi, stravince. E tanto basta. Almeno per stasera.
Sblocca Malen
Gasperini lancia dal primo minuto Rodrigo Mora, ma rinuncia a Molina che non pè al meglio e sull’out destro si affida al 2007 Lulli. Viola senza Kean in odore di trasferimento al Como: c’è Mastantuono e Atta è regolarmente al suo posto. Un primo tempo targato Roma. Possesso, dominio sul piano del gioco e delle occasioni. Cinque palle nello specchio della porta, un salvataggio di De Gea su Mora, il gol di Malen e quello annullato a Hermoso, giustamente, per posizione irregolare. La Fiorentina s’è vista poco, schiaccianta nella propria metà campo dall’immenso giro palla giallorosso. Dybala incanta e dai suoi piedi nascono le occasioni più ghiotte. Manda in porta Hermoso che mette dentro ma era al di là della mlinea dell’offside, poi fa passare un pallone tra una selva di gambe per Malen che controlla, si sposta il pallone con il tacco mandando al bar il suo angelo custode, per poi infilare di mancino De Gea sul primo palo. Vantaggio meritato. Lulli, all’esordio in A, fa cose pregevoli. Non soffre la prima davanti ai 68mila dell’Olimpico e si propone con continuità. Una risorsa. L’altro esordiente, Rodrigo Mora, fa subito capire che sa dare del tuo al pallone, ne accarezza uno di destro a giro che solo le manone di De Gea riescono a spedire in angolo. La Roma tiene il possesso del pallone lasciato briciole alla Viola. Mastantuono è più preoccupato di protestare che giocare, Atta corre per tre, ma la Fiorentina è troppo schiacciata. La Roma tiene saldamente in mano il boccino del gioco e quando verticalizza sono dolori.
E’ un aniMALEN
La Roma si diverte e diverte ed è un piacere per gli occhi vederla giocare. La Fiorentina abbozza una timida reazione, ma non sembra giornata. Hermoso apre per Dybala che trova ancora Malen che si beve Dragusin e infila De Gea con palla sotto la traversa. Finita? Manco per idea, perché l’olandese è in giornata, sente l’odore del sangue dell’avversario. Con Dybala formano un duo delle meraviglie. Così l’argentino lo cerca e lo trova per la terza volta in partita e Male, sotto misura non perdona. E sono tre, e l’olandese che a Roma ha ritrovato gol e sorrisi, si porta a casa il pallone. Gasperini, che già aveva richiamato Mora per Soulè, decide che è il momento di Castro per Male (standing ovation per l’olandese) e Koulierakis per Hermoso a metà ripresa, mentre Grosso manda in campo anche Kean. Non va. Castro si vede anticipare al momento del tiro a porta spalancata, poi scarica di poco sopra la traversa, mentre la Roma continua a fare gioco: c’è spazio anche per El Aynaoui e Pisilli per Dybala (altra ovazione) ed Hermoso. Solo Roma, senza soluzione di continuità. E al tramonto del match i giallorossi calano il poker con Pisilli. Mercenaro dice che può bastare. La notte perfetta. Per la Roma.



