HomeEditorialeCarletto il brasileiro
WORLD CUP 2026

Carletto il brasileiro

Canta l'inno e la gente impazzisce per liui: "Uno di noi"

Massimo Ciccognani

NEW YORK Se c’è una persona nel mondo calcistico differente dagli altri, quella è Carlo Ancelotti. Ha girato il mondo, ha allenato, oltre che in Italia, in Spagna, Francia, Germania e Inghilterra. Ed ora Brasile. Sulla sua natura da vincente, poco da dire, perché per lui parlano i numeri. Quello che sorprende di Carlo, è la sua straordinaria duttilità, l’entrare nel vivo di chi lo ospita. Parla benissimo spagnolo, inglese, francese, un po’ meno il tedesco, ma lo parla, ed ora il brasiliano. In conferenza è l’unico tecnico al mondo a saper rispondere in tutte le lingue senza dover fare uso dell’auricolare. Carlo Ancelotti è uno che entra nel cuore della gente e dall’arrivo a Rio, non solo ha imparato la lingua, ma persino l’inno. Stupendo, perché al di là dell’essere italiano, è una forma di rispetto verso il Paese che lo ospita. E quell’inno lo canta insieme a tutti i suoi calciatori perché, dice, è profondamente orgoglioso del Paese che lo ospita. “Sono, con onore, parte di questo Paese. Io conoscevo un solo inno, che era quello italiano. Ora ne sto apprendendo un altro, quello brasiliano, molto bello e anche molto difficile. Continuo a leggere le parole e canto, perché mi piace cantare”. E lo fa senza paura di sbagliare, senza pensare a quello che la gente possa pensare. E in Brasile lo amano. “Carletto uno di noi”. Non tutti lo fanno, se non Roberto Martinez che ha imparato l’inno portoghese come in Belgio aveva imparato l’inno belga. Si chiama appartenza e rispetto. Magari non tutti la potranno pensare in questa maniera, ma in fondo, ci sono tanti naturalizzati che giocano o hanno giocato con l’Italia, che l’inno lo cantavano. Cosa c’è di male, anzi. Per Ancelotti cantare l’inno nazionale è come masticare una gomma, lo fa con la leggerezza dell’essere, senza mancare di rispetto a quell’inno che ha imparato da bambino, quello italiano. Così Carlo fa innamorare tutti, non solo i calciatori che allena che lo adorano, ma anche un paese, il Brasile, che ha scoperto che si può esternanare il senso di appartenza pur non essendo brasiliano. Bravo Carlo. Uno di noi.

FELTRINELLI   | 31.07– 2.08 | Promo consegna gratis 2
ARTICOLI CORRELATI
MANO PESANTE DELLA FIFA

Stangata Argentina per la rissa Mondiale

Dieci giornate a Paredes, sette a Molina e 90mila dollari di miulta per l'aggressione ai calciatori della Spagna
ACCUSE

De la Fuente: “Inaccettabile il comportamento dell’Argentina”

Il ct al vetriolo attacca Paredes e compagni per le aggressioni di fine partita
PASSERELLA TRIONFALE

Madrid vestita a festa per la Roja

Due milioni di tifosi per le vie della Capitale
20.07 - 26.07| Saldi d’estate / occasioni d’estate (II tranche) (con creatività)

I più popolari

NATIONS LEAGUE

Olise all’ultimo respiro: la Francia sbanca Bruxelles

Il Belgio si arrende nel finale ed è agganciato a quota 3 dall'Italia
NATIONS LEAGUE

Italia da favola: poker alla Turchia

Azzurri devastanti a Bursa: a segno Bastoni, Frattesi, Kayode e Pio Esposito
NATIONS LEAGUE

Germania, che tonfo

Successo esterno dell'Olanda (2-1 alla Serbia)
NATIONS LEAGUE

Portogallo, colpo vincente in Norvegia

La Danimarca piega (2-0) il Galles

Commenti recenti