Massimo Ciccognani
A lla fine, sorprese non ce ne sono state, perché delle dodici andate a casa c’è solo l’Uruguay di Marcelo Bielsa che avrebbe dovuto fare di più e torna a casa con una amara eliminazione che nessuno avrebbe previsto, perché Capo Verde e Arabia Saudita non era certo delle stelle da far rabbrividire. Al giro di boa della fase eliminatoria, le conferma sono quelle preventivate alla vigilia: ci sono Argentina e Francia, le finaliste di Qatar 2022, che hanno impresso un timbro indelebile al loro cammino. C’è la Spagna di Luis De La Fuente che ha convinto nel gioco e nella mentalità, non cadendo nel tranello uruguaiano delle provocazioni, e ha portato a casa la qualificazione senza particolari assilli. C’è il Brasile di Carletto Ancelotti che è riuscito a driblare anche le polemiche, che a Rio non mancano mai. Il tecnico di Reggiolo sembra aver trovato la quadra, la sua squadra ha un gioco e una fisionomia,e deve ancora crescere. Ancelotti va avanti con la forza dei nervi distesi verso l’obiettivo prefissato. Il suo è di quelli vincenti, come lo è in Brasile dove sognano di portare a casa la Coppa dopo 24 anni di astinenza. L’ultimo successo è datao 2002 a Yokohama. Si può fare.
E poi, c’è la sorpresa Colombia che ha giocato una eliminatoria di grandissima qualità. Squadra matura, di grande spessore. Dove può arrivare è difficile dirlo, ma intanto è passata da prima, tarpando le ali al Portogallo di Cristiano Ronaldo che non ha sfondato neppure nella partita decisiva. Una vittoria e due pareggi, dai lusitani ci si attendeva di più, soprattutto perché il secondo posto significa trovare a stretto giro l’incrocio con la Spagna.
Germania e Inghilterra hanno faticato poco per passare da primi, ma non hanno convinto appieno. I tedeschi sono apparsi troppo lenti e compassati. Magari sarà il rodaggio, ma intanto non hanno brillato, mentre l’England si affida ai piedi buoni di Jude Bellingham ed Harry Kane per sfondare il muro avversario. Dalle parti di Londra cominciano ad intonare il solito “Its coming home”, ma sulle reali possibilità della formazione inglese, bisognerà attendere incrocio ben più probanti.
Una bella soddisfazioje se la sono tolta Edin Dzeko e Luka Modric. L’anagrafica non ha fatto difetto ai portabandiera di Bosnia e Croazia che sono ai sedicesimi con pieno merito. Andare avanti non sarà facile perché hanno beccato sul loro cammino Stati Uniti e Portogallo e sarà una vera prova del nove, dove hanno tutto da guadagnare.
E’ piaciuto il Marocco dei tanti giovani di talento che fanno invidia a tutta Europa e sono finiti sul taccuino di grandi club. Occhio all’Olanda che gioca bene e ha un potenziale notevole e molto possibilità di espressione. Insomma, è uscito fuori quello che si ipotizzava alla vigilia, senza scossoni, con il primo turno servito solo per dare una vetrina a chi il pallone l’ha sempre visto in televisione. Ma pensare di portare il Mondiale a 64, come ha suggerito Infantino, non sembra una grande idea, e le 48 di questa tornata, sono servite solo ad allungare il brodo di un mondiale che inevitabilmente inizierà da oggi conn i sedicesimi, ma soprattutto ad ingigantire le casse della Fifa e portare maggiori consensi al numero uno.
Soddisfatti per l nostro Maurtizio Mariani, l’arbitro di Aprilia, che all’esordio è andato bene e adesso gli è stata designata la sfida tra Brasile e Giapppone. Almeno c’è un’Italia che non delude. Da oggi inizia il vero mondiale, diviso in due tronconi: Spagna, Francia, Germania, Portogallo nella parte sinistra del tabellone, mentre dall’altra Argentina, Brasile e Inghilterra le più titolate alla corsa al titolo. Si sogna ad occhi aperti, con Argentina e Francia che potrebbero ripetere la finale di Doha, ma Spagna e Brasile sono alternative di lusso che rendono affascinante questo mondiale. Che comincia oggi con la prima delle eliminazioni dirette. Come dire, chi si ferma è perduto, chi perde fa le valige e torna a casa, chi vince può continuare a sognare. L’essenza del mondiale, è proprio questa.

