La giornata dell’addio di Antonio Conte finisce in gloria con la conquista del secondo posto in classifica alle spalle dell’Inter grazie alla vittoria per 1-0 sull’Udinese, con un gol di Hojlund al 24′ del primo tempo. Un gol festeggiato da tutta la squadra che ci teneva a chiudere con un omaggio al tecnico che in due anni ha portato uno scudetto, una supercoppa e un più che onorevole secondo posto. Al termine della gara il tecnico fa il consueto giro di campo per salutare i tifosi, mentre dagli spalti parte il coro “Mister, mister”, ma la notizia ufficiale dell’interruzione anticipata di un anno e consensuale del contratto, arriva in sala stampa dove l’allenatore si presenta in compagnia del presidente, Aurelio De Laurentiis.
“A Napoli – spiega il tecnico – ho fallito in una cosa, non sono riuscito a compattarvi e senza la compattezza dell’ambiente non si riesce a combattere con le avversarie. Ho visto tanti veleni sparsi in giro e quelli che spargono veleni sono dei falliti. Un mese fa ho chiesto un appuntamento al presidente e gli ho comunicato la mia decisione. Quando non posso cambiare le cose preferisco chiudere. Ringrazio il presidente che mi ha dato la possibilità di allenare il Napoli al quale auguro tutto il bene, soprattutto per i tifosi”.
E poi, dentro l’analisi. “Il momento più brutto è stato Bologna – spiega Conte – perché vedere che dopo pochi mesi tutto poteva andare in frantumi non è stato facile. C’erano due strade: far finta di niente o affrontare il problema. Abbiamo scelto di reagire, abbiamo vinto una Supercoppa e chiuso al secondo posto. Non mi aspettavo un’annata così complessa”. De Laurentiis a sua volta spiega che soltanto a partire da domani darà il via alla ricerca concreta del nuovo allenatore. “Stasera – dice il presidente – si giocano partite importanti che dovranno decidere quali saranno le altre due squadre che parteciperanno il prossimo anno alla Champions League e da questo dipendono tante cose. Tutte le squadre interessate a questo risultato dovranno regolarsi in un modo o in un altro in base a quello he accadrà”.
Lo stadio sa che quella con i friulani e l’ultima apparizione del tecnico leccese sulla panchina e dunque a fine partita riserva a lui e alla squadra che lo accompagna un lungo, riconoscente tributo. Il futuro di Conte non è definito. Negli spogliatoi il tecnico chiarisce che in giro, sull’argomento, ci sono solo chiacchiere. “Della Nazionale – spiega – in passato ho soltanto detto che se fossi il presidente della Federazione nel novero dei candidati metterei anche Conte. Ma ora non so nulla del mio futuro. Potrei anche starmene fermo e riposarmi. Ci deve ancora essere il presidente federale. Si è fatto il nome di Guardiola, ma mi chiedo: la Federazione è pronta? Perché ci sono onori ed oneri. Se si svuole avere un allenatore top in Nazionale, ci sono i fondi?”.





