Salvatore Savino *
A volte mi pongo una domanda: ma dov’è finito il calcio? Quel nostro correre felici dietro un pallone, sognare di diventare campioni, è stato spazzato via dal denaro, dagli interessi, da un’industria globale che forse ha dimenticato l’origine di tutto: l’amore dei tifosi. Quello che sta accadendo a Napoli è… imbarazzante. Come ormai sapete, io non riesco ancora, dopo tanti anni, a spiegarmi come sia possibile un simile autolesionismo, una capacità di farsi del male che è difficile riscontrare in altre realtà. Il Napoli, dopo il decimo posto dell’anno orribile del dopo scudetto riesce a portare in panchina Antonio Conte: si tratta del vincente per antonomasia, di un allenatore di cui si apprezza, tra le altre, proprio la capacità di costruire un gruppo solido, coeso, una vera e propria armata pronta a tutto per vincere. E il signor Conte ha vinto anche qui a Napoli, dove, mi duole dirlo, e’ più difficile che altrove. Vince dopo che, inopinatamente, a gennaio viene abbandonato da quello che in campo era uno dei più forti, ma vince lo stesso. Vince. Nonostante tutti pensavano sarebbe rimasto solo un sogno. Vince, senza avere ne’ lo stadio nuovo né il centro sportivo all’avanguardia. Vince senza avere il consenso di tanti mezzi di informazione che, anzi, in tanta parte, ad ogni pie’ sospinto lo ostacolano. Il secondo anno, nonostante qualche errore di mercato ed una serie di infortuni che avrebbero abbattuto chiunque, sui quali non è il caso adesso di andare ad analizzare dal punto di vista delle responsabilità, continua a vincere, portando a casa la Supercoppa e riportando il Napoli in Champions League, molto probabilmente da secondi in classifica. Fantastico, si direbbe, e invece no, a Napoli non funziona così. Non paghi di aver discettato sulle cause degli infortuni, come dicevamo, sulle carenti idee tattiche, senza spiegare ai tifosi invece quanti sistemi di gioco ha adottato e sviluppato Conte durante il campionato e persino variandoli nel corso delle partite, i critici ora si sono dedicati allo spettacolo. Sì, perché adesso, per qualcuno, il Napoli, avendo la bacheca piena del Real Madrid, traboccante di trofei, non può più limitarsi a provare a vincere, no. Per questi signori, il Napoli deve fare anche lo spettacolo, deve vincere facendo valanghe di gol e senza prenderne quasi mai, senno’ loro non si divertono abbastanza. Il Napoli ha vinto quattro scudetti in cento anni, uno ogni venticinque di media, e forse qualcuno lo dimentica con troppa leggerezza. Aver criticato un allenatore come Conte, in una maniera che negli ultimi tempi è diventata a mio modo di vedere persino vergognosa, non fa il bene del Napoli. In questa citta’ si critica continuamente un Presidente che, lo dicono i numeri, e’ il migliore della storia azzurra. Qui si e’ criticato un tecnico come Rafa Benitez,che ha dato il la alla crescita esponenziale del Napoli, portando calciatori che prima avremmo solo sognato. Qui si è criticato il tecnico più vincente che ci sia, e che ora allena il Brasile, Carlo Ancelotti. E ora e’ il turno di Antonio Conte.
Il diritto di critica è sacrosanto, ci mancherebbe, ma volessimo provare tutti insieme ad amare veramente il Napoli? Una volta tanto, potremmo mettere da parte le posizioni di pensiero nelle quali ci arrocchiamo e restare uniti? Per tutto il calcio nazionale, l’eventuale, e sottolineo per ora eventuale, addio di Conte al Napoli, sarebbe una vittoria, un motivo di esultanza. Vogliamo chiederci il perché? E se i nostri avversari ne gioirebbero, potrebbe darsi che non è una cosa buona per il Napoli? Vorrei fare un piccolo sogno, e domani scoprire che a sorpresa De Laurentiis ha rinnovato il contratto a Conte per altri due anni, magari cambiando anche tanti calciatori, smentendo tutte le chiacchiere di questi giorni, e ridandoci la speranza di vincere ancora. Dovesse rimanere un sogno, sono certo che il Presidente saprà trovare, ancora una volta, la strada migliore perché il Napoli resti ai livelli ormai altissimi a cui ci ha abituato. Domenica sarà l’ultima di campionato, e a tutti i calciatori, al tecnico, agli staff, rivolgo a una sola frase: Grazie, per l’impegno che mai avete fatto mancare, e per avermi ancora una volta reso orgoglioso di questa maglia. Forza Napoli Sempre
*Scrittore, tifoso Napoli




