Massimo Ciccognani
C’è un numero stampato nello spogliatoio del Barcellona ed è il 29, corrispondente al titolo che i blaugrana possono conquistare domani nel Clàsico contro il Real Madrid. Undici punti di distacco tra i due, tanto che alla formazione di Flick ne basta appena uno per brindare, con il Real che ha già evitato di fare il pasillo vincendo con l’Espanyol, che può vincere per rinviare la festa blaugrana.
Sarà un Clàsico diverso, con l’entusiasmo blaugrana e la depressione Blancos. E’ l’unico obiettivo rimasto al Barcellona, che strada facendo ha perso Copa del Rey e Champions, pronto però a consolarsi con l’ennesima Liga. Tutti a disposizione di Flick, escluso Yamal che sta recuperando in vista del Mondiale, ma potrebbe recuperare Raphinha reduce da un infortunio, magari a partita in corso.
Diverso l’umore in casa Real dove l’atmosfera nello spogliatoio è da venti di guerra. Stagione nera come la pece, la seconda di fila senza trofei, due allenatori (Xabi Alonso e Alvaro Arbeloa) che non hanno cambiato la storia della stagione nel dopo Ancelotti. Quello del Madrid è uno spogliatoio polveriera, con le vicende degli ultimi giorni che hanno portato al doppio scontro ravvicinato tra Valverde e Tchoumaneni, con l’uruguaiano che ha smentito rissa e pugni, ma che è stato costretto a ricorrere all’ospedale per alcuni punti di sutura per essere caduto…. accidentalmente e urtato contro una panca. Come se non bastasse c’è l’altra querelle tra Rudiger e Carreras e in precedenza tra Mbappé e Bellingham. Proprio il francese è al centro del dibattito. La sua fuga lampo in Sardegna non è piaciuta ai tifosi che hanno lanciato la petizione per mandarlo via. Insomma, poca serenità, ma domani dovrà scendere in campo l’orgoglio madridista per evitare che i rivali di sempre gli esultano in faccia. Tra l’orgoglio e l’umiliazione ci sono appena novanta minuti, che il Barcellona giocherà con la forza dei nervi distesi. Al Real il compito di ritrovarsi. Poi, sarà rivoluzione totale e sarà un’estate caldissima.





