SPECIALE INTER

“Nella storia dell’Inter c’ero già”

Chivu si gode il trionfo ed elogia i suoi calciatori

Nella foto: Cristian Chivu (foto Matteo Gribaudi/Image Sport)

Armando De Paolis

Arriva in sala stampa col sorriso di chi sa di aver non solo uno scudetto, ma anche lo scetticismo della gente. Cristian Chivu se lo gode, perché non ha dimenticato che a inizio stagione in molto hanno storto il naso davanti al suo nome. Poi, quell’inizio complicato che ha aggravato le cose, ma ne è uscito col piglio che si è sempre riconosciuto, lo stesso che aveva da calciatore. Ed è il suo scudetto, il suo primo da allenatore nella prima annata alla guida dell’Inter, tutto veramente molto bello. Ha vinto sullo scetticismo della gente, di che non poteva immaginarlo su quella panchina dopo Simone Inzaghi. E invece Cristian ha fatto subito bene, facendo rialzare il morale di un gruppo che era sotto la suola degli scarpini dopo il tonfo dello scorso anno quando a stretto giro l’Inter ha perso campionato e champions. Ed è il secondo ex calciatore a vincere da allenatore dopo 88 anni. E sorride quando gli dicono che è nella storia dell’Inter. “Forse c’ero già da prima, visto che prima, qualcosina ho vinto. Ma il merito è di questi giocatori che hanno dovuto subire la narrazione dell’anno scorso, la delusione, gli sfottò di chi cerca sempre di denigrare questa squadra. E’ una pagina importante della storia di questa grandiosa società”. 

Ma quando ha capito che l’Inter avrebbe potuto vincere lo scudetto? “A un certo punto, abbiamo fatto 14 vittorie in 15 partite: lì abbiamo capito che potevamo farcela. Abbiamo superato momenti difficili come l’eliminazione dalla Champions con il Bodo o la sconfitta nel derby, ma siamo rimasti in piedi a testa alta, cercando di rimanere sempre competitivi. La festa? Sto pensando adesso alla finale di Coppa Italia, giusto che i giocatori festeggino. Oggi avevamo una opportunità per chiudere il discorso campionato davanti ai tifosi e ce l’abbiamo fatta. Questa società ci ha sempre confortato nonostante i momenti. Umanamente sono atipico, cerco sempre la mia versione migliore. Mi sono proposto di fare l’allenatore a modo mio, empatico, umano e senza pensare a me stesso e al consenso fuori. Il tecnico è sempre messo in discussione e ti metti sempre a rischio ma tutto deve essere affrontato con il sorriso”.

Poi, parola anche al suo staff e al suo vice, Aleksandar Kolarov, che ha ribadito i concetti espressione da Chivu: “Noi abbiamo sempre creduto nel nostro percorso. Volevamo vincere lo scudetto giocando bene e credo che ci siamo riusciti”.

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