COPA DEL REY

Il Barça sfiora l’impresa, ma in finale va Simeone

I blaugrana vincono 3-0 al Camp Nou, ma decide il 4-0 dell'Atletico al Metropolitano

Nella foto: Diego Simeone (foto Pressinphoto/Image Sport)

Massimo Ciccognani

Il Barcellona va ad un passo dall’impresa, quella di ribaltare quattro al gol all’Atletico Madrid nella semifinale di ritorno di Copa del Rey al Camp Nou, ma i blaugrana si fermano ad un gol dalla clamorosa rimonta. Finisce 3-0 e in finale ci va il Cholo Simeone che affronterà la vincente di Real Sociedad-Athletic Bilbao in programma domani.

Il Barcellona ci crede Si comincia con il Barcellona a fare la partita, ritmi altissimi, gran giro palla dei blaugrana: davanti non c’è Lewandowski, fermato da una frattura allo zigomo, e in prima linea c’è Ferran Torres, con Raphina, Firmin Lopez e Yamal alle spalle, con Pedri a dirigere l’orchestra blaugrana. L’Atletico parte con Simeone, Lookaman e Alvarez davanti, ma la spinta del Barcellona è forte e trovare gli spazi in controgioco, niente affatto facile. La convizione del Barcellona è tanta, Atletico chiuso nella propria metà campo, ma il piano predisposto da Simeone ha funzionato, con il Barcellona che ha rischiato sul controgioco di Griezmann: il francese era in fuorigioco, ma l’occasione era vera, ma la squadra di Flick nion aveva alternative se non spingere ventre a terra senza soluzione di continuità. La sfida si sblocca alla mezz’ora grazie ad una giocata di Lamine Yamal che ha messo in mezzo un centro velenoso dalla linea di fondo che ha attraversato tutta l’area di rigore dei rojiblanco, con Bernal che si è fatto trovare pronto all’appuntamento e a porta vuota firmare l’1-0. L’Atletico ha rischiato troppo, rannicchiato dietro, rinunciatario con il Barcellona che n on si è fermato un attimo. E al tramondo della prima frazione, ha trovato il raddoppio quando Pedri è entrato in area ed è sgtato toccato da Pubill. Calcio di rigore e Raphinha non si è fatto pregare: 2-0 all’intervallo.

Passa Simeone  L’Atletico ha capito che doveva cambiare registro perché il rischio remuntada era troppo forte ed ha affrntato la ripresa con altro spirito. Ma più di tanto non è riuscito a fare, perché il Camp Nou è diventato una bolgia, a soffiare alle spalle dei blaugrana alla ricerca dell’impossibile. Musso è nstato chiamato agli straordinari negando il gol in successione a Ferran Torres, Bernal e Yamal. Finale all’arma bianca: Cancelo mette dentro e ancora Bernal a farsi trovare pronto all’appuntamento: 3-0 con venti minuti ancora da giocare, ma dalla paura l’Atletico passa all’esaltazione, regala nulla, il muro eretto da Simeone regge e quel minimo vantaggio, costruito nella gara di andata al Metropolitano, basta per prendere il volo aereo per Siviglia, stadio La Cartuja, teatro della finale. Dopo l’Atletioco attende la vincente di Real Sociedad-Bilbao, con la Real avanti di un gol maturato nella gara di andata. Traguardo importante per i Colchoneros che mancavano dalla finale dal 2013 quando l’Atletico vinse la Copa battendo per 2-1 il Real Madrid. Mastica amaro il Barcellona, ma i meriti della squadra di Simeone, nei 180 minuti, non si discutono.

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