SERIE A

Il Napoli si illude, l’Atalanta lo ribalta

La Dea aggancia il Como a quota 45 al sesto posto: la Champions è lì

Nella foto: esultanza Mario Pasalic (foto Matteo Gribaudi/Image Sport)

Francesco Raiola

Cade il Napoli a Bergamo, ribaltato dall’Atalanta che vince per 2-1 in una sfida molto delicata ma condizionata da scelte di arbitro e Var molto discutibili che fanno infuriare Conte. Passano gli azzurri nel primo tempo, con Beukema. Alla fine del primo primo episodio chiave, rigore tolto ad Højlund con la Var in una circostanza che da protocollo non è consentito l’intervento da Lissone. Nella ripresa raddoppio tolto a Gutierrez per un fallo fantasma di Højlund su Hien, dove invece stavolta la Var tace. Nel finale gli orobici passano con Pasalic e Samardzic. Altro crocevia importante per l’Europa a Bergamo. Palladino fa i conti pensando alla sfida Champions contro il Dortmund e all’infermiera, lasciando Krstovic in attacco con Soulemana e Zalewski, in mediana out Ederson, titolari Pasalic e De Roon, in difesa si rivede Scalvini dal primo minuto. Per Conte emergenza continua, fuori dai titolari Politano e Spinazzola, dentro Mazzocchi e Gutierrez, torna Juan Jesus in difesa per Rrhamani out, in attacco chance per Alisson Santos dall’inizio con Vergara dietro Hojlund con Elmas che scala in mediana con Lobotka. 

Ritmi subito alti con l’Atalanta che prova il possesso palla e pressione alta sul Napoli. Gli azzurri tengono bene e si fanno vedere in contropiede. Su calcio piazzato Gutierrez trova al quarto d’ora la testa di Beukema che svetta e porta avanti il Napoli. L’Atalanta reagisce e solo poco dopo la mezz’ora si fa vedere due volte con Soulemana che impegna Milinkovic-Savic. Nel finale di tempo giallo in area di rigore bergamasca: Hojlund viene fermato da Hien, il contatto col ginocchio è lieve ma netto. Chiffi fischia il rigore e ammonisce Hien, ma alla Var stavolta contro il protocollo ( contatto di gioco) si decide di intervenire contrariamente ad altri casi. Chiffi viene richiamato e annulla il rigore e il giallo. Altro caso di mancata uniformità di giudizio in una stagione segnata da tanti casi arbitrali. Il Napoli ha subito la possibilità di raddoppiare prima con Allison Santos ma Carnesecchi gli nega il gol e sulla ribattuta è lesto pure su Vergara.

Nell’intervallo cambia subito Palladino, dentro Samardzic fuori Soulemana, rivedibile. Ancora protagonista subito dopo Chiffi: Hojlund va via ad Hien e serve Gutierrez che infila in rete. Stavolta Chiffi fischia un fallo inesistente ad Højlund e la Var tace senza revisione. Altra decisione indecifrabile. È ancora il Napoli a farsi vedere con Vergara che dal limite e sfiora l’incrocio. Doppio cambio per Palladino prima del quarto d’ora: fuori Bellanova e Krstrovic, dentro Bernasconi e Scamacca. Il pareggio arriva subito: su corner Pasalic anticipa tutti e riagguanta il Napoli. Cambia sugli esterni Conte: fuori Mazzocchi e Gutierrez, dentro Politano e Spinazzola. L’Atalanta trova fiducia e sfiora il raddoppio con Scamacca ma Milinkovic-Savic salva il Napoli. Ancora cambi: per Palladino fuori Scalvini, dentro Djimsiti, per Conte Olivera per Juan Jesus, ammonito,  e Giovane per Vergara. A dieci dalla fine l’Atalanta la ribalta: dalla sinistra Bernasconi trova Samardzic che di testa infila ancora una volta Milinkovic-Savic, imparabile. Ultimo cambio per Palladino, con Ahanaor per Kolasinac e  per Conte con Lukaku per Allison Santos nel finale, con l’Atalanta che rischia poco o nulla.

Risultato pesante per l’Atalanta che torna prepotentemente in corsa per la Champions contro un Napoli coriaceo , incerottato ma che non meritava la capitolazione, dopo una partita coraggiosa, condizionata da un arbitraggio a dir poco discutibile e rivedibile. Conte ha assolutamente bisogno di recuperare uomini importanti, come McTominay, altrimenti la corsa Champions si fa dura. 

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