CHAMPIONS

Juve, insidia Galatasaray

Bianconeri a Istanbul per dimenticare San Siro. Spalletti: "Ho sensazioni positive"

Nella foto: Luciano Spalletti (foto Daniele Buffa/Image Sport)

Augusto Riccardi

Le beghe di San Siro non si sono ancora sopite, ma c’é la Champions e la Juventus è obbligata a guardare avanti. C’è l’insidia turca per l’undici di Luciano Spalletti. Si chiama Galatasaray, il club più prestigioco nel Paese della mezzaluna. Non solo per tutto quello che ha vinto, quanto per il panorama calciatori approdati sul Bosforo. Parliamone: il portiere Cakir, l’ex Napoli Osimnhen,  Gundogan, l’altro napoletano Lang arrivati nel mercato di gennaio, Sanèp e Mauro Icardi. Insomma, tanto basta per dipingere una squadra che avrebbe dovuto fare un altro percorso, ma si è ritrovata ventesima seppure vicinissima alla stessa Juventus che di punti ne ha incamerati tre in più. Per la Juve brutti ricordi a Istanbul, ma anche la c ertezza di potersela giocare. In Turchia sarà un inferno, ma la Juve ha dimostrato di sapere lottare tra le fiamme. Il ritorno in casa è un aspetto da non sottovalutare, ma di sicuro sarà indicativa la gara di andata in Turchia. Dove la Juve deve tornare con un risultato positivo per poi completare l’opera a Torino. E’ una Juve illuminata proprio da un turco, Yildiz, pronto ad infiammare con le sue giocate il RAMS Park e dipingerlo di bianconero. Sotto gli occhi del ct Montella, l’occasione per dimostrare di essere il migliore.

E Spalletti lo sa bene e vede positivo. “Quali sono le mie sensazioni? Le mie sensazioni per questa partita sono bellissime basta affacciarsi in quello spazio e si ha l’impressione di essere sotto un sole verticale, anzichè di essere sotto dei riflettori. Il problema è che quando ci sono luci così forti non ti creano spazi per l’ombra, non puoi nasconderti, per cui bisogna prendersi tutte le responsabilità. Ogni perplessità, ogni tua difficoltà mentale verrà usata dagli avversari”.

Sul fronte opposto due come Icardi e Osimhen. “Messi insieme possono fare l’enciclopedia del numero nove, per cui l’unica soluzione è fargli arrivare meno palloni possibili”. Perché la Juve vuole andare avanti.

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