Stefano Sale *
Habemus centravanti. Grazie al rifiuto di Raspadori, la Roma improvvisamente vira su Malen. L’ex attaccante dell’Aston Villa si rivela una un’intuizione azzeccata. Un attaccante moderno, dinamico e concreto, s’infila bene negli spazi e fa gol. In tutte le salse. Lo stesso non si può dire di Bailey, che ha ripreso la strada inversa verso Birmingham. A comporre il tridente d’attacco con lui anche Abraham e Sancho, tre pseudo romanisti che già fanno rimpiangere il buon olandese volante da quelle parti. Insomma, anche li il popcorn puoʻ aspettare.
Nel frattempo a Trigoria si cominciano a vedere anche i frutti degli investimenti fatti sui giovani. Dopo mesi passati in naftalina, ecco Nicolò Pisilli che spicca il volo. Col Cagliari si prende la scena con tanta qualità e quantità in mezzo al campo, partitone alla Marco Tardelli. Con un po’ di nostalgia per Edo Bove, anche lui grande ai tempi lanciato da Mourinho. La maturità di Ghilardi è un altro motivo d’orgoglio, solido e caparbio alla Sebino Nela, in attesa di Ziolkoswy. Per ultimo lo spagnolo Bryan Zaragoza, un folletto tra Salsano e Miccoli, funambolo da sgrezzare ma con qualità a saltare l’uomo. Magari arrivasse a quei livelli.
La vittoria col Cagliari è stata bella e convincente, partita di alta intensità e concentrazione, con la bella doppietta di Malen. Nonostante le numerose assenze, da Kone a Dybala, a Hermoso. Capitolo Ferguson. Gasperini ha finalmente charito la posizione dell’irlandese. Domanda: ma perchè non farlo prima, invece di darlo in pasto ai media per fargli costruire castelli di sabbia di facili illazioni? Evan ha il problema della caviglia, mai guarita. Ma lo staff sanitario, ma lo hanno visitato bene? Se uno non gioca da un anno, e te lo danno in prestito così, qualche controllo in più andava fatto. Ora bisogna sperare che torni a dare una mano, visto che Dobvyk non esiste più (cit.).
Totti torna alla Roma. Presumo non a fare il gagliardetto. Area tecnica, scouting settore giovanile a Trigoria ma anche brand ambassador in giro per il mondo. Una risorsa incredibile, in campo e fuori. Ma anche li per farci rispettare dalle istituzioni del calcio. Quanto sarebbe servito uno come lui a Budapest accanto a Josè, per esempio? Un giorno forse ritroveremo anche Daniele, con Claudio e Brunetto, per tornare a respirare un po’ di sano romanismo! Ora però rimaniamo concentrati ed aggrappati al treno campionato. Serve spezzare l’incantesimo. Battere una concorrente. A Napoli senza paura!
*Roma Club Dublino, tifoso Roma




