Leonardo Tardioli
Il Milan batte 1-0 il Lecce con la prima rete italiana di Fullkrug. I rossoneri soffrono più del dovuto nel primo tempo e riescono a sbloccare la sfida soltanto nell’ultimo quarto d’ora, dopo un secondo tempo iniziato e affrontato con più intensità rispetto ai primi 45 minuti di gioco.
Le scelte Allegri cambia i due dei tre centrocampisti e uno degli esterni che avevano giocato giovedì a Como, inserendo Ricci davanti alla difesa con Jashari al posto di Fofana. Confermati Rabiot e Saelemaekers, a sinistra c’è Estupinan per Bartesaghi. Davanti si ricompone la coppia Pulisic-Leao, mentre la difesa è la stessa dell’ultima partita con Tomori, Gabbia e De Winter. Il Lecce invece si schiera con un 4-3-3 con Sottil, Pierotti e Stulic in attacco.
Vince la tattica Ritmo basso sin dalle prime battute di gara, un aspetto propedeutico a quello che sarà l’intero primo tempo, dove il Lecce è ben disposto in campo con l’intento di concedere pochi spazi al Milan. Una tattica, quella di Di Francesco che da i suoi frutti, perché il Milan calcia soltanto una volta verso la porta difesa da Falcone e lo fa con Pulisic che si libera in area e conclude di destro, trovando la risposta con i piedi del portiere salentino. Oltre alla buona disposizione tattica degli ospiti, la manovra rossonera risente di altri due aspetti: la mancanza del centravanti e la contemporanea assenza di Modric. Infatti il centrocampo sperimentale schierato da Allegri non da i risultati sperati e Ricci che fa il regista non riesce a smistare i palloni ai compagni per far prendere maggio ritmo alla squadra. Spesso infatti, sono Saelemaekers e Rabiot a dover dare una mano al compagno cercando il lancio o lo strappo palla al piede, ma con poco successo. Pulisic e Leao sono costretti a venire incontro per prendersi il pallone e di conseguenza l’area di rigore giallorossa è spesso vuota. Dall’altro lato, la disposizione tattica quando il Milan comincia l’azione da dietro è un 4-3-1-2 con i terminali offensivi che restano alti e non fanno sviluppare la manovra ai rossoneri. Il più vivo dei salentini è Sottil che viene spostato a sinistra e da filo da torcere a Tomori, costringendo anche Saelemaekers a tornare indietro, cosa non amatissima dal belga. È proprio l’ex Fiorentina che trova Stulic in area, ma l’attaccante non riesce a girare bene in porta con l’esterno destro mandando alto. All’intervallo poche emozioni e nessun gol.
Prima gioia Fullkrug Non ci sono sostituzioni ad inizio ripresa, con il Milan che ha un’occasione nei primi 10 minuti con Gabbia. Il difensore rossonero colpisce di testa da posizione centrale sugli sviluppi di un corner mandando alto. Il ritmo fino a questo momento è simile a quello del primo tempo, con i padroni di casa che sono un po’ più intensi trovando maggiormente la verticalità e sviluppando il gioco sulle fasce. Poco dopo l’occasione menzionata ne arriva un’altra e stavolta è un tiro dal limite di Ricci con Falcone che mette in angolo. Dal corner va ancora Gabbia di testa che anticipa il portiere salentino, mandando ancora fuori. È il momento in cui il Milan preme maggiormente e non fa uscire il Lecce dalla propria metà campo. I rossoneri vanno subito a recuperare il pallone appena lo perdono e trovano due occasioni in pochi minuti. La più pericolosa capita ancora a Pulisic che si ritrova solo davanti a Falcone dopo una triangolazione con Leao. Falcone para ancora. Poi ci prova Rabiot, che gira di prima un cross basso di Estupinan. Tiro alto. La partita si sblocca alla mezz’ora esatta quando Saelemaekers controlla con la spalla un lancio di Gabbia e mette in mezzo per il neo-entrato Fullkrug che di testa mette dentro. Quello dell’1-0 è il primo gol in Serie A del tedesco. Il Milan si limita a gestire e a ripartire appena possibile, mentre il Lecce arriva a singhiozzo nell’area avversaria e di conseguenza non impegna mai Maignan. Al penultimo dei 4 di recupero Nkunku ha l’occasione del raddoppio, ma in spaccata centra Falcone. Finisce con il successo rossonero che manda il Milan a 46 e ancora a -3 dall’Inter. Il Lecce resta a 17.






