Leonardo Tardioli
La Roma batte il Genoa 3-1 e ritrova il quarto posto in classifica. I giallorossi archiviano la pratica in mezz’ora complice anche qualche disattenzione o deviazione dei calciatori genoani e nel complesso dimostrano di stare bene mantenendo un buon ritmo per tutti i 90 minuti. Nemmeno la formazione di De Rossi sfigura che, al netto degli episodi che la puniscono, dimostra di non temere il confronto anche con avversari di categoria superiore.
Tripudio a De Rossi Gasperini sceglie Ferguson e Dybala in attacco insieme a Soulè con la Joya largo a sinistra. Al centro della difesa confermato Ziolkowski con Mancini e Hermoso. De Rossi ripropone la squadra che aveva fatto bene contro l’Atalanta con Vitinha ed Ekuban in attacco. Proprio DDR viene accolto come si pensava alla vigilia, ricevendo abbracci da Gasperini, Mancini e Dybala – con lui vicino alle lacrime – e da qualche striscione. Quello della Curva Sud recitava cosi: “Questa sarà sempre casa tua… Bentornato DDR”.
Roma concreta Il ritmo in campo è subito alto con l’Olimpico che in sottofondo spinge la Roma. Il Genoa cerca di pressare la formazione di Gasperini e nei primi 10 minuti ci riesce anche bene non permettendo ai giallorossi di verticalizzare. De Rossi tiene alti i suoi fino all’area di rigore avversaria e il pallone arriva con fatica vicino all’area di rigore genoana. Tutto cambia repentinamente e nemmeno in maniera voluta perché a regalare il primo gol alla Roma è un rilancio al volo di Ziolkowski toccato con la spalla da Vaszquez che rimette in gioco Soulè. L’argentino è lesto a catturare il pallone, entrare in area e battere Sommariva di sinistro portando in vantaggio la Roma. Passano pochi minuti e arriva il raddoppio. È Konè ad avviare e chiudere l’azione, dapprima cedendo palla a Dybala e poi segnando il 2-0 di piatto destro. L’azione si sviluppa sulla destra a seguito di un cambio di gioco e con Mancini che in sovrapposizione mette in mezzo un cross basso. Ferguson fa il movimento ad attaccare il primo palo liberando di fatto lo stesso Konè. Decisiva anche qui una deviazione, stavolta di Frendrup. Il terzo gol vede protagonisti Soulè e Ferguson. L’argentino si ritrova di nuovo solo in area come nell’occasione del vantaggio e calcia ancora. Sommariva stavolta respinge e il centravanti irlandese è lesto nel mettere dentro. È da poco passata la mezz’ora e il punteggio dice 3-0 per la Roma. L’iniziativa resta alla formazione di Gasperini e Konè è ancora protagonista colpendo un palo con un’azione simile a quella del raddoppio e vedendosi annullare un’altro gol per aver tolto il pallone dalle mani di Sommariva. All’intervallo sono tre i gol di distanza tra le due squadre.
Ancora buon ritmo Non ci sono cambi ad inizio ripresa con il ritmo che comunque rimane buono. Le due squadre continuano a giocare e il Genoa cerca di non sfigurare. I rossoblù riescono anche ad arrivare nell’area di rigore della Roma senza trovare lo spunto giusto e impegnare Svilar. Discorso simile per i giallorossi che a differenza degli avversari concludono una volta con Cristante dal limite e Sommariva mette in angolo. Nella Roma hanno un peso specifico i cambi, non tanto per il gioco o il ritmo quanto per il significato. Il primo ad uscire è Soulè per un fastidio muscolare, poi tocca a Mancini e Cristante che sono diffidati e così Gasperini sceglie di preservarli per la trasferta di sabato prossimo a Bergamo. Infine merita una nota Dybala che gioca quasi tutta la partita a sinistra ed è sempre nel vivo del gioco, lottando e cercando di far vedere la sua classe. Nel finale arriva la rete del Genoa con Ekhator che segna sugli sviluppi di un calcio di punizione. La Roma sale a 33 tornando al quarto posto, mentre il Genoa resta a 14 con due punti sul Verona terzultimo.
La notte di Daniele De Rossi (foto Gino Mancini)















