A BERGAMO

Lautaro riporta l’Inter in vetta

Tre punti d'oro sul campo dell'Atalanta

Nella foto: Lautaro Martinez (foto Matteo Gribaudi/Image Sport)

Anoir Assou

L’Inter ritrova campo e continuità nel momento che più conta, espugnando il New Balance, tornando in testa alla classifica dopo il pomeriggio favorevole di Milan e Napoli. A Bergamo finisce 1-0 una gara dura, sporca e nervosa, figlia anche dei nove giorni di lavoro seguiti alla delusione in Supercoppa contro il Bologna. Un successo pesante, soprattutto perché arriva contro un’avversaria rinata e in un contesto che negli ultimi mesi era diventato un vero tabù. L’Atalanta di Raffaele Palladino si presenta con i titolari, orfana solo di Lookman impegnato in Coppa d’Africa, mentre Chivu risponde con l’Inter migliore possibile: Lautaro e Thuram davanti, Calhanoglu in regia, Akanji al centro della difesa con Bisseck e Bastoni ai lati. I numeri recenti parlano chiaro – sei vittorie consecutive nerazzurre contro la Dea – ma il campo racconta subito una partita più complessa.

L’avvio è marchiato Inter: aggressiva, brillante nel palleggio, alta nel recupero palla. Manca però la precisione negli ultimi sedici metri, con manovre ben costruite che si spengono sul più bello. L’Atalanta accetta di difendersi e concede poco, riuscendo a rendersi pericolosa solo con un colpo di testa di Scamacca, clamorosamente mancato davanti a Sommer. Il gol interista arriva ma viene cancellato: trama verticale pulita, rifinita da Zielinski, Lautaro imbuca e Thuram finalizza, ma la posizione iniziale del capitano nerazzurro è irregolare. All’intervallo è 0-0, equilibrio sostanziale.

La ripresa cambia spartito. L’Atalanta rientra con maggiore ferocia, uomo contro uomo a tutto campo, trovando più spazi soprattutto con De Ketelaere, che riesce anche a segnare. Anche qui però il VAR spegne l’urlo del New Balance: fuorigioco in avvio d’azione e tutto da rifare. Chivu legge il momento e, complice il calo di Thuram, si gioca la carta Pio Esposito, con Bonny out per infortunio. La svolta arriva subito. Primo pallone toccato dal classe 2005, pressing feroce su Djimsiti, palla recuperata e servizio immediato per Lautaro che, defilato, batte Carnesecchi con freddezza: 0-1. È il gol che decide la partita ma non la sofferenza finale. L’Atalanta resta viva, si riversa in avanti con Samardzic e Sulemana e va più volte vicina al pareggio, soprattutto con Samardzic che sciupa un rigore in movimento a pochi metri dalla porta. Nel finale l’Inter stringe i denti, abbassa il baricentro e difende da squadra matura. Il muro regge. Chivu ritrova solidità, vince uno scontro diretto pesante e manda un segnale al campionato: l’Inter c’è, anche nelle notti scomode. Contro un’Atalanta davvero rinata, la risposta è da capolista.