Debora Cinti
Le difficoltà di questa sfida sono molteplici. Da una parte un Parma uscito sconfitto da Torino contro la Juve ma con alle spalle una partita sanguigna, dall’altra l’Atalanta che non è partita certo bene, non tanto nel risutato ( aBergamo aspettavano un esordio vincente), quanto nel gioco che non ha certo entusiasmato. E’ ancora lontana la formazione bergamasca da quella che si era vista negli ultimi anni con alla guida Gian Pieroi Gasperini. Tanti punti interrogativi per Ivan Juric, ma una certezza. Scamacca è perfettamente ritrovato ed è proprio grazie a suo gol che la Dea ha evitato la sconfitta contro il Pisa. E poi il ritorno di Ederson, perno inamovibile nello scacchiere atalantino. La seconda servirà a chiarire meglio le idee sulle possibilità di espressione di Parma e Atalanta, sebbene con obiettivi diversi. I Ducali puntano ad una salvezza senza grandi assilli ma devono fare i conti con due perdite eccellenti, l’Atalanta punta a confermarsi ai vertici del nostro campionato. Ma non sarà facile. A Juric il compito di riportare a Dea sui binari giusti e tornare a sfrecciare su tutti i campi della massima serie. Il Parma sta per abbracciare Cutrone dal Como ed è un acquisto funzionale ai suoi programm. L’Atalanta, al netto del caso Lookman, sta bene così, ma soprattutto, perso Reetegui, capocannoniere dello scorso campionato, si affida ai gol di Gianluca Scamacca e il lavoro di Juric va tutto in questa direzione, ovvero mettwere in condizione l’attaccantedi sprigionare tutta la sua forza. Ma deve essere accompagnato dai compagni, De Ketelaere, Maldini, Sulemana, Samardzic, che dovranno fare il labvoro sporco per mettere in condizione Scamacca di incidere. Parma, il prinmo crocevia. Juric, osserva con grande interesse.