HomePrimo PianoColpo di mano di De Laurentiis: annullata la conferenza di Allegri
CAOS NAPOLI

Colpo di mano di De Laurentiis: annullata la conferenza di Allegri

Nessun preavviso: l'annuncio con i giornalisti già in sala a Castel Volturno

Francesco Raiola

Alla vigilia di Napoli-Lazio, in programma domani alle 12.30, a tenere banco non è soltanto una partita che per gli azzurri assume i contorni di un appuntamento fondamentale per provare a uscire da una crisi sempre più profonda. A far discutere è soprattutto una decisione grave e drastica della società, nella persona del presidente Aurelio De Laurentiis: l’improvviso annullamento della conferenza stampa di Massimiliano Allegri, quando la sala era già gremita di giornalisti e l’allenatore era pronto a presentarsi davanti ai microfoni. Una scelta probabilmente facile da comprendere, ma più difficile da giustificare. Perché una conferenza stampa non è un favore concesso dalla società agli operatori dell’informazione, ma un momento previsto, un appuntamento professionale nel quale si esercita il diritto di informare e quello dei cittadini di essere informati. I giornalisti erano lì per svolgere il proprio lavoro, dopo aver organizzato trasferte, impegni e attività redazionali. Trovarsi davanti a un annullamento improvviso, senza poter rivolgere una sola domanda all’allenatore, rappresenta uno sgarbo non soltanto alla categoria, ma anche al pubblico che attraverso il loro lavoro cerca di comprendere cosa stia accadendo intorno alla squadra.

Il momento del Napoli è certamente delicato. L’arrivo di De Laurentiis a Castel Volturno, il clima teso, la decisione di mandare la squadra in ritiro a Pozzuoli e l’ennesimo infortunio, quello di Giovanni Di Lorenzo, costretto a fermarsi almeno quindici giorni per una lesione all’adduttore, raccontano di una situazione complicata. Ma proprio quando la pressione aumenta, il confronto con la stampa dovrebbe rappresentare un’occasione per fare chiarezza, non un appuntamento da cancellare. La libertà di stampa e il rispetto dei professionisti dell’informazione non possono essere considerati variabili dipendenti dall’umore di una società o dalle difficoltà del momento. I giornalisti non sono responsabili dei risultati del Napoli, non decidono le formazioni, non provocano gli infortuni e non determinano le scelte societarie. Raccontano, chiedono, approfondiscono e, quando necessario, criticano. È il loro mestiere. E meritano rispetto, anche quando le domande possono risultare scomode.

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