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CRISI AZZURRA

Napoli, De Laurentiis piomba in ritiro

Francesco Raiola

La crisi del Napoli è arrivata a un punto in cui non è più possibile limitarsi alle dichiarazioni di circostanza o ai tentativi di proteggere l’ambiente. Aurelio De Laurentiis ha deciso di intervenire direttamente, presentandosi questa mattina, 6 novembre, a Castel Volturno per affrontare da vicino una situazione diventata estremamente delicata. Il presidente vuole capire cosa stia realmente accadendo all’interno del gruppo, confrontarsi con Massimiliano Allegri e fare il punto con una squadra che, dopo le ultime sconfitte, sembra aver smarrito non soltanto certezze tecniche, ma anche una parte della propria identità.

La visita del patron rappresenta un segnale preciso. Dopo il pesante 4-1 rimediato a Oporto, preceduto dalla sconfitta contro la Juventus, la situazione è precipitata. Le polemiche del dopo partita hanno restituito l’immagine di uno spogliatoio attraversato da tensioni e malumori, con responsabilità che sembrano rimbalzare da una parte all’altra. De Laurentiis, finora rimasto sostanzialmente silente sul piano pubblico, ha scelto di passare all’azione, entrando direttamente nel cuore della crisi. Non è più soltanto il momento delle riflessioni: occorre capire se esistano ancora le condizioni per ricompattare il gruppo e salvare una stagione che sta prendendo una piega preoccupante.

Le parole dei protagonisti dopo la disfatta portoghese avevano già fatto emergere le prime crepe. Politano ha manifestato il proprio malessere per una situazione nella quale, a suo giudizio, non tutti si assumono pubblicamente le responsabilità, lasciando trasparire anche una possibile distanza tra le diverse componenti dello spogliatoio. Hojlund è stato altrettanto significativo, contestando la lettura positiva della prestazione offerta da Allegri e allargando le responsabilità anche alla società. McTominay, invece, ha cercato di richiamare tutti alla compattezza, pur riconoscendo le difficoltà difensive e il peso delle numerose assenze. Tre posizioni differenti che, messe insieme, restituiscono un quadro tutt’altro che rassicurante.

In questo contesto Allegri continua a svolgere il ruolo del pompiere. Il tecnico cerca di evitare che le tensioni esplodano definitivamente, protegge i suoi calciatori e prova a mantenere una linea di equilibrio in un ambiente nel quale la fiducia sembra essere diventata un bene prezioso. Ma anche la sua gestione è finita inevitabilmente sotto osservazione. Le difficoltà tattiche, i risultati negativi, la gestione delle sostituzioni e l’incapacità di trovare continuità hanno alimentato interrogativi sulla panchina azzurra. Il confronto con De Laurentiis assume dunque un significato particolare: il presidente vuole comprendere le ragioni del tracollo e verificare personalmente quale sia la reale situazione del rapporto tra allenatore e squadra.

La giornata proseguirà con il confronto all’interno del gruppo e con il trasferimento in ritiro a Pozzuoli, dove il Napoli resterà fino alla sfida di domenica contro la Lazio. Una decisione condivisa dalla società e dallo staff tecnico, che coinvolgerà l’intera rosa, compresi gli indisponibili. L’obiettivo è ritrovare un minimo di unità, affrontare apertamente le incomprensioni e preparare una partita che rischia di pesare enormemente sul futuro immediato degli azzurri.

La sensazione è che il problema non sia più soltanto legato agli infortuni, pur numerosi e certamente condizionanti. La lite tra De Bruyne e Lucca, le dichiarazioni di Politano, la presa di posizione di Hojlund e la necessità di McTominay di richiamare tutti alla compattezza sono segnali di un gruppo che deve ritrovare leadership e responsabilità condivise. Dopo l’addio di Conte, sembra mancare una figura capace di esercitare quella leadership forte che aveva caratterizzato lo spogliatoio azzurro.

Adesso De Laurentiis è tornato in prima persona al centro della scena. Il suo intervento a Castel Volturno rappresenta un passaggio importante, ma non risolve automaticamente i problemi. La Lazio arriva al Maradona domenica alle 12.30 e per Allegri sarà un esame pesantissimo. Il ritiro dovrà servire a ricucire gli strappi, mentre il campo sarà chiamato a dare le risposte che finora sono mancate.

Il Napoli è davanti a un bivio. Non basta più parlare di reazione, orgoglio e voglia di ripartire. Servono una squadra, un allenatore e una società capaci di procedere nella stessa direzione. Perché la crisi è ormai profonda e il rischio più grande è che, oltre ai risultati, gli azzurri abbiano perso anche la cosa più importante: la fiducia reciproca.

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