Anoir Assou
Amorim si gode una vittoria che vale più dei tre punti, mentre Chivu e Barella riconoscono gli errori nerazzurri. La fiducia rossonera della vigilia diventa energia sul campo. Il derby non ha premiato soltanto la squadra più concreta, ma anche quella che ha saputo trasformare le parole in fatti. Pulisic, Rabiot e Moreira firmano una vittoria che pesa sul piano della classifica e dell’autostima.
Rúben Amorim non nasconde la soddisfazione: «Sono orgoglioso dei miei giocatori, con così poco riposo e dopo Bologna hanno lottato tutta la partita». Il tecnico portoghese sottolinea il valore della serata anche per l’ambiente: «Importante per l’ambiente e per l’atmosfera», soprattutto dopo la sconfitta contro il Bologna. Sullo Scudetto, però, evita proclami. «È importante vincere queste partite per far capire ai tifosi che le cose non cambieranno in un mese o due». E aggiunge: «Per cambiare le cose puoi portare Guardiola e cambiare tutti gli allenatori, ma per fare questo serve tempo. Avremo bisogno di notti magiche ma ci vuole tempo». Una vittoria da celebrare, dunque, senza confondere una notte speciale con un percorso già compiuto.
In casa Inter, invece, prevale l’autocritica. Cristian Chivu spiega la scelta del modulo e le difficoltà della vigilia: «Siamo stati costretti a cambiare, perché Pio non è stato bene in questi giorni, Bonny fino alle 4 di notte è stato male con la febbre». Da qui la necessità di «improvvisare un po’», con due uomini tra le linee ed esterni veloci. «Purtroppo non è andata così, però non butterei tutto, perché abbiamo fatto vedere anche buone cose, soprattutto nel finale di primo tempo». Il tecnico non cerca alibi: «Abbiamo anche le nostre colpe ovviamente, per un po’ di leggerezza in alcune situazioni».
Ancora più netto Nicolò Barella, che individua il problema nell’approccio: «Paghiamo degli errori sicuramente, a parte il gol su punizione, che è sicuramente un bel gol, ci sono degli errori individuali e di squadra». E insiste: «L’approccio è un qualcosa che non ci sta uscendo al meglio, dobbiamo migliorare su questo». Poi l’avvertimento che richiama le parole della vigilia di Chivu: «Non può essere tutto l’anno che vai sotto e recuperi sempre». Perché rincorrere consuma energie e «ci sono momenti in cui hai bisogno di gestire la partita». L’Inter dovrà ripartire da qui: il derby perso è un campanello d’allarme, non una sentenza.


