Dimitrios Dimoulas
Inizia ufficialmente l’era Klopp. E’ una nuova Germania quella attesa all’esordio in Nations League contro l’Olanda. Dopo l’addio di Julian Nagelsmann al termine del Mondiale 2026 e la parentesi di supervisione all’universo Red Bull, il 59enne ex Dortmund e Liverpool ha firmato un quadriennale fino al Mondiale 2030. Un incarico che Klopp ha definito speciale. “La Nazionale può unire noi tedeschi come poche altre cose. È proprio questo che rende questo incarico così speciale per me. Ora sono felice di affrontare questo compito nel calcio tedesco, con umiltà e pazienza: sviluppare una squadra dove si combatte l’uno per l’altro”.
Ma l’esordio è di quelli da brividi, domani ad Amsterdam contro l’Olanda, mentre tre giorni dopo ci sarà l’esordio casalingo ad Augsburg contro la Grecia. Un doppio impegno che fa parte di una sosta lunghissima, quattro partite in 11 giorni. Poi a ottobre di nuovo Grecia e Serbia.Klopp ha rivoluzionato anche le convocazioni: 44 convocati divisi in due liste per allargare la base e creare una Mannschaft più ampia, moderna e identitaria.
Nel primo gruppo, quello che affronterà Olanda e Grecia il 24 e 27 settembre, ci sono ter Stegen, Kimmich, Musiala, Gnabry, Havertz e anche due italiani: Yann Bisseck dell’Inter, rientrato dopo l’esclusione Mondiale, e il portiere Dahmen. Nel secondo gruppo, per le sfide contro Serbia (1 ottobre a Monaco) e Grecia (4 ottobre a Salonicco), spazio a Wirtz, Adeyemi, Pavlović e a Nick Woltemade.
Klopp ha mostrato subito idee chiare: “Giocheremo con la difesa a quattro, poggeremo molto sugli esterni perchè nel calcio moderno i nuovi registi sono sulle fasce. Vogliamo far divertire la gente e noi con loro”. E allora, sotto con l’Olanda, non facile, ma la Germania vuole tornare a dominare.


