Paolo Dani
Il cuore a Milano per l’ultimo saluto a Franco Baresi, la testa a Perth dove il Milan sta continuando la preparazione in vista della prossima stagione. Amorim mette subito le cose in chiaro. “Oggi non siamo al funerale di Franco Baresi perché siamo qua, ma avvertiamo anche noi la tristezza in tutto il nostro club. Cardinale è lì e ci sono le persone del Milan. Prima di tutto, nessuno chiama Baresi “Baresi”: lui è Franco e questo significa qualcosa. E se oggi poteste chiedere a Franco se avremmo dovuto interrompere la nostra preparazione per andare al suo funerale, penso di poter garantire che avrebbe preferito che continuassimo a fare il nostro lavoro, a difendere il club”.
Il cuore in Italia, la testa in Australia, domani c’è il derby. “Vogliamo far bene, ma essere il campione del precampionato non è importante. L’unica cosa che conta davvero è quando, a Torino il 23 agosto, l’arbitro fischierà l’inizio della gara. Contro l’Inter vogliamo vincere, ma vogliamo anche prepararci per quella partita contro il Torino. La nostra preparazione è fondamentale perché ci aiuta a giocare in un certo modo: vincere è quello che vogliamo, ma farlo giocando molto male non trasmetterebbe fiducia. Il mio obiettivo è mettere questi ragazzi nelle condizioni migliori per mostrare questo talento”.
Tutti a disposizione, compreso Modric. “Tutti giocheranno una parte del derby, perché non abbiamo molto tempo per allenarci e, con due partite molto vicine tra loro, dobbiamo allenarci giocando. Luka è davvero umile e non gli piace tutta l’attenzione che riceve. Ha un’esperienza enorme e io lo tratterò come un giocatore normale. Dovrà lottare per conquistarsi il posto, ma naturalmente è un giocatore speciale. Abbiamo fatto tanto per averlo con noi almeno per un’altra stagione. Sono davvero contento di lui. Leao? Tutti i giocatori stanno lavorando davvero bene: sia quelli che hanno iniziato dal primo giorno sia quelli che sono arrivati dopo. Rafa è fortunato a essere in un club come il Milan, quindi dovrebbe essere felice. Io sento che è felice e motivato. Non so cosa succederà da qui alla fine del mercato, ma sento che il gruppo è davvero unito. Non ho visto alcuna differenza in Leao rispetto agli altri ragazzi. Sento che tutti si stanno preparando per iniziare una stagione molto difficile. Non prometto nulla – ha concluso – ma la squadra è la cosa più importante del nostro club e porteremo avanti l’eredità di Franco. La squadra, fino al mio ultimo giorno qui, sarà la cosa più importante del nostro club”.

