Rischia di essere al capolinea la storia di Gianni Infantino alla guida della Fifa. Posizione che nessuno avrebbe discusso qualche settimana fa quando già si parlava di rinnovo della carioca presidenziale, ma dopo gli attacchi da Uefa, Concacaf, Afc in seguito alla decisione, unilaterale, di vendere parte del Mondiale ai privati, la situazione è decisamente capovolta tanto da rischiare la sfiducia già nelle prossime ore. Difficile rimettere in piedi un rapporto segnato da una guerra innescata dallo stesso Infantino che ne è uscito con le ossa rotte. Qualora una parte delle federazioni affiliate (basta la Uefa con 55 federazioni), facesse recapitare la richiesta di sfiducia, si andrebbe ad un Consiglio straordinario. E se così fosse, Infantino ha le ore segnate. Le federazioni della Fifa sono 211 e per ottenere la maggioranza, ne basterebbero 106 e siccome Uefa, Concacaf e Afc ne portano in dote 143, facile intuire la sconfitta di Infantino. Le nuove elezini sono previste del 2027 e la posizione di Infantino, prima del caos di questi giorni, era più che salda. Ma adesso anche i numeri lo bocciano. La Uefa non lo vuole più e Infantino, per evitare il tracollo, potrebbe pensare anche a dimettersi. La Uefa non si fida più e sta pensando di presentare un suo candidato, con Aleksander Ceferin, che potrebbe candidarsi, mentre la Concacaf potrebbe presentare Victor Montagliani, l’attuale presidente. Tutte le strade però, portano all’addio di Infantino. Alle elezioni, i candidati potranno presentare le loro candidature entro il prossimo 16 novembre 2026, con le elezioni che invece ci saranno nell’aprile 2027. Infantino, dovrà trovarsi un altro lavoro.
CAOS FIFA
Infantino al capolinea: non ha più futuro
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