RIVOLUZIONE AZZURRA

Gravina pronto a dimettersi

Oggi l'annuncio: a seguire lasceranno anche Gattuso e Buffon

Nella foto: il presidente della Figc, Gabriele Gravina (foto Salvatore Fornelli)

Massimo Ciccognani

Il calcio italiano è pronto a voltare pagina. La dolorosa sconfitta di Zenica, che ha determinato la terza esclusione di fila dal Mondiale, segna anche l’addio del presidente Gravina. Il numero uno di via Allegri ha preso tempo nella notte di Zenica, aspettando di parlare con le componenti federali, ma le dimissioni sono ormai l’unica strada percorribile. Non c’è altra strada da percorrere perché ormai i rapporti tra Gravina e le istituzioni sono lacerate dalle dichiarazioni dello stesso Gravina (“dalla politica nessun aiuto al calcio”, “il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono sport dilettantistici”), che hanno messo spalle al muro Gravina che si ritrova contro l’intero mondo sportivo ed anche della politica.

Il ministro Abodi è stato chiaro. “Non può bastare lo scarica barile dicendo che ci si aspettava di più dalle istituzioni. Reputo scorretto accusarle di una presunta inadempienza e sminuire l’importanza e il livello professionistico di altri sport. Il calcio va rifondato partendo dai vertici, chiederò a Gravina di dimettersi”.

Gravina si è messo contro l’intero mondo sportivo, il Governo invoca un passo indietro, nonostante sia stato rieletto con il 98% delle preferenze. Ma non ci sono più le condizioni per andare avanti e le dimissioni sono inevitabili. Con Gravina lasceranno Gattuso che avrebbe voluto dimettersi dopo Zenica, ma che è stato trattenuto dallo stesso Gravina, e quelle di Gigi Buffon.

Oggi le dimissioni, poi si comincerà a guardare al futuro. In pole c’è l’ex presidente del Coni Giovanni Malagò che è spinto dalla serie A, ed il favorito Giancarlo Abete che ha già guidato la Figc dal 2007 al 2014. Poi si penserà alla guida tecnica, affidando la Nazionale ad un tecnico di spessore. In prima linea Antonio Conte, legato al Napoli, ma che potrebbe non rinnovare e virare sull’azzurro visto non ha mai fatto mistero di ambire alla panchina della Nazionale. Con lui anche il nome di Roberto Mancini, mentre più defilati ci sono quelli di Allegri e Inzaghi, legati però contrattualmente.

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