Salvatore Savino *
Il Napoli batte anche il Lecce e continua la sua silenziosa marcia verso un finale di campionato che potrebbe riservare sorprese inaspettate. Analizzando gli ultimi risultati, si nota come i ragazzi in maglia azzurra abbiano già rosicchiato un po’ di distanza dalle due meleghine che per ora la precedono in classifica, e comparando invece la classifica di quest’anno con quella dello scorso anno, conclusasi con lo scudetto, scopriamo che la squadra azzurra ha soltanto due punti in meno. Non è un dato scientifico, uno che possa dimostrare un qualsivoglia teorema, ma è un dato che lascia spazio a due evidenti considerazioni. La prima è che la squadra mantiene un andamento da vincente, e la seconda è pensare a cosa sarebbe potuto accadere se non ci fossero stati tutti gli infortuni lungo il cammino. Guardiamo avanti però, e vediamo il Cagliari all’orizzonte. Come per la partita con il Lecce, quelle con i sardi sono sempre gare ostiche: i tifosi cagliaritani vivono la partita contro il Napoli come il clou della loro stagione. Incomprensioni datate decenni hanno creato una rivalità che non avrebbe alcun motivo di essere, ma tant’è. E questo rende la trasferta sarda sempre difficile. Il nostro viaggio nei ricordi anche questa settimana evidenzia come le partite a Cagliari siano spesso state risolte negli ultimi, anzi, negli ultimissimi minuti. E’ dicembre, siamo nel 2009, ed il Napoli è apparentemente in controllo, visto il doppio vantaggio, ed invece si fa rimontare e superare dai rossoblù all’inizio del recupero. Lavezzi si fa espelle per aver scagliato una pallonata su Allegri, all’epoca tecnico dei sardi, e mentre il Sant’ Elia è un girone dantesco, Mariano Bogliacino, al 96′, si arrampica in cielo e firma un emozionante 3 a 3. Trascorre quasi un anno, e sono di nuovo la sofferenza ed il finale da thrilling a caratterizzare Cagliari – Napoli: gli isolani spingono per cercare il gol vittoria, gli azzurri si difendono con le unghie e con i denti, Campagnaro ed Aronica sono stremati, ma proprio da una respinta della difesa azzurra, il Pocho Lavezzi si invola in contropiede fino al limite dell’area di rigore sarda, e al 94′ infila il gol vittoria. Il fantastico re del ring, Ray Sugar Leonard, ebbe a dire: “Devi sapere che puoi vincere, devi pensare che puoi vincere, devi sentire che puoi vincere.” Vincemmo.
Stesso pensiero applicabile otto anni più tardi, quando, sempre oltre il 90′, c’è una punizione dal limite dell’area in favore del Napoli. Mertens finge il tiro, ma è Arek Milik, con il suo sinistro di gran qualità, a infilare il pallone nell’angolino. E adesso si ritorna a Cagliari, con i sardi reduci da una inopinata e sonante sconfitta sul campo del Pisa, ma, complici anche i rendimenti davvero negativi di altre squadre, il gruppo di Pisacane mantiene una classifica abbastanza tranquilla tale da non far traballare gli animi. Come detto, il tifo inciterà i rossoblù a dare il massimo pur di provare ad ostacolare in tutti i modi il cammino degli azzurri, ma, soprattutto con i rientri dei campioni da troppo tempo assenti, la qualità superiore dei partenopei spero possa condurre a prenderci i tre punti. Una vittoria aprirebbe ancora il cuore alla speranza, a poter sognare. Ad essere di nuovo felici. Direbbe il noto drammaturgo e poeta norvegese Ibsen, di cui oggi ricorre il compleanno: “Che cosa assai strana è la felicità? Nessuno sa dove, né come, né quando arriva, e arriva per vie invisibili, a volte quando non la si aspetta più…”. Forza Napoli Sempre
*Scrittore, tifoso Napoli




