Paolo Dani
L’attesa è finita. Ecco il derby: c’è Milan-Inter, la partita, quella che può cambiare, o provarci, il corso della stagione, oppure chiuderla. Lo sa bene Massimiliano Allegri che carica i suoi alla vigilia della stracittadina. “Il derby è sempre una partita particolare, speciale e bella da giocare e da vivere. Sarà una bella serata di sport, dove si affrontano la prima e la seconda squadra del campionato. Ma i tre punti valgono come ogni partita. Non sarà facile perché affrontiamo una squadra forte, che ha pareggiato solo una volta, le ha vinte tutte e ne ha perse solo 4. Dopo la partita vedremo se siamo rimasti a -10, andati a -7 o a -13, ragioneremo alla fine della partita. Scudetto riaperto in caso di successo? Ci mancano cinque vittorie per arrivare in Champions…”.
Pratattica d’obblico, ma per Allegri l’obiettivo resta sempre lo stesso: “L’obiettivo deve essere chiaro: 57 punti al momento non sono sufficienti per tornare a giocare la Champions, le squadre dietro di noi stanno facendo punti e davanti abbiamo un calendario difficile”.
E le voci sul suo futuro non sembrano toccarlo. “Sono legato al Milan fino al 2027. Qui sto bene, sono molto contento e abbiamo iniziato un percorso a luglio. La società sta lavorando per il futuro della squadra, ma finché non abbiamo raggiunto l’obiettivo, dobbiamo restare concentrati sul presente”.
Tanto rispetto per la capolista, e Allegri non lo manda a dire. “L’Inter ha giocatori di grande esperienza, tecnici e fisici. Ha trovato un giovane bravo come Pio Esposito. In questo momento è la squadra più forte del campionato. Sui probabili fischi a Bastoni? Non sono bravo a fare appelli. Chiedo ai tifosi di sostenerci come hanno fatto il primo giorno a San Siro e lo hanno fatto bene anche in trasferta. La cosa che devono fare è sostenere il Milan”.
E allora sotto col derby. Per vincerlo.




