Salvatore Savino *
Ci si prepara a Napoli Torino. E non è mai una partita qualunque. Potremmo partire dallo stadio Collana e dallo straripante 3 a 0 del 1953, firmato da Vitali, dal petisso Pesaola e da (‘ o bbanco ‘e Napule) Jeppson, passando poi per la sfida tra bomber, tra mister due miliardi, Beppe Savoldi e puliciclone, Paolino Pulici. Poi c’è il nostro solito ricordo di un anno scudettato, con il 3 a 1 firmato Bagni, Ferrara e Giordano, datato ottobre millenovecentoottantasei, fino al favoloso poker firmato Dries Mertens del dicembre del 2016, con un finale fragoroso per 5 a 3. Veniamo ai giorni nostri: il Napoli viene dalla rocambolesca quanto fortunata vittoria sul Verona, e non oso pensare a quanti fiumi d’inchiostro, quante tastiere massacrate, quanti minuti di trasmissioni ci sarebbero state, se non ci fosse stata la zampata felina di Big Rom Lukaku. (una nota di merito a parte per il commovente momento del dopogara). Come ben noto, ormai anche per questa gara c’è il conteggio dei disponibili, le cartelle cliniche sostituiscono, almeno inizialmente, le lavagnette tattiche. Sembrerebbe almeno che si stiano aprendo degli spiragli di luce, un po’ come quando si scostano le tendine ad inizio primavera e la stanza è invasa dal sole dopo il grigio dell’inverno. De Bruyne è rientrato dal Belgio e sembra essere già in forma (il mondiale si avvicina…), Zambo Anguissa pare prossimo a poter di nuovo dominare la mediana, mentre stavolta sembra che siano Scott e Lobo a dover marcare visita, oltre ai vari Di Lorenzo, Neres, Rrahmani. È quindi abbastanza naturale che Conte ora abbia dei dubbi, e del resto,”dubium sapientiae initium”, il dubbio è l’inizio della saggezza, recitava Cartesio, ed il tecnico salentino starà facendo le sue valutazioni, trovando le giuste soluzioni, anche perché “è men male l’agitarsi nel dubbio che il riposar nell’errore” scriveva Alessandro Manzoni nella storia della colonna infame. Chi far scendere in campo e con quale assetto tattico. Tentare un improbabile cambio di modulo di gioco, sostituire qualche calciatore che appare in affanno, o affidarsi ai soliti che tirano la carretta da sempre. Certo, i cambiamenti sono sempre rischiosi, ma a volte forieri di positive sorprese, vedi esordio di Vergara. Il filosofo inglese Bertrand Russell sosteneva che “in ogni cosa è salutare di tanto in tanto mettere un punto interrogativo a ciò che a lungo si era dato per scontato.”
E allora, al nostro tecnico Antonio Conte dico solo una cosa. Faccia come ha sempre fatto, non ascolti nessuno. Segua le sue idee, la sua esperienza e la qualità, professionalità che l’hanno portata a vincere ovunque sia stato. Io ci confido. In questo confido in lei e so che dopo uno scudetto e una supercoppa, quest’anno riuscirà a portarci al traguardo della qualificazione Champions, già preparandoci a quello che sarà il prossimo anno. Di una cosa deve essere certo: dell’amore dei tifosi per la maglia azzurra e conseguentemente anche per lei. Faceva scrivere ad Amleto, rivolto ad Ofelia, Shakespeare: ” Dubita che le stelle siano fuoco, dubita che il sole si muova, dubita che la verità sia mentitrice, ma non dubitare mai del mio amore”. Forza Napoli Sempre
*Scrittore, tifoso Napoli




