Massimo Ciccognani
Guardi il Real Madrid e sembra di stare su scherzi a parte. Non va, perché la squadra di Arbeloa incappa nella seconda sconfitta consecutiva dopo quella di Pamplona. Perde anche al Bernabeu cedendo 1-0 al Getafe, formazione della Comunità de Madrid, un derby atipico che per la formazione azzurra sa di storia. Per il Real un sapore di amarezza, di impotenza davanti ad un momento difficile. Serviva i tre punti per rimanere a -1 dal Barcellona e sulla carta l’avversario, era di quelli comodi. Ma il Bernabeu ha detto ben altro. Satriano, con un gol pazzesco, ha portato avanti il Getafe al tramonto della prima frazione e non c’è stato verso di recuperare. Confuso, senza una idea di gioco, senza Mbappé che bene o male toglie sempre le castagne dal fuoco, il Real è sparito dal campo, ci ha provato ma più con la forza della disperazione che delle idee. Si è innervosito col passare dei minuti, ne hanno fatto le spese Carreras e Rodrygo, ammoniti. Erano in diffida e salteranno la prossima trasferta di Vigo, come non ci sarà Mastantuono che ha preso il rosso diretto. Al danno la beffa, l’incapacità di rimettere in piedi una partita davanti ad un Getafe che ha giocato semplice, ma con coraggio, mettendo a nudo tutti gli attuali limiti della formazione di Arbeloa che scivola a meno quattro dal Barcellona e venerdì a Vigo contro il Celta, sarà costretto ancora in emergenza contro una squadra in odore di Coppe Europee. Momentaccio. Di quelli davvero brutti. Il Bernabeu fischia. E non ha tutti i torti.




