IO TIFO NAPOLI

La Sirena più bella della Dea

Salvatore Savino *

Andare a Bergamo non è mai stata una passeggiata per il Napoli: possiamo serenamente affermare che anzi, l’ Arena orobica sia uno degli stadi più ostili a squadra e popolo partenopei. Sarà per questo che quando riusciamo a vincere a casa loro lo sfizio è ancora più grande, e, analizzando alcune partite precedenti, non solo ci siamo tolti lo sfizio di batterli, ma in due occasioni la vittoria sul campo di Bergamo ha poi fatto da trampolino di lancio per la squadra azzurra, per volare verso la conquista del Tricolore. E’ l’8 marzo del 1987, è una fredda domenica di fine inverno, e il Napoli di Ottavio Bianchi va a sfidare l’Atalanta col piglio della squadra che vuol vincere. Passano dodici minuti e Bruno Giordano va ad incornare di testa il corner di Caffarelli. E’ il gol del vantaggio che sarà anche il gol della Vittoria. Ricordo come fosse oggi la corsa di Diego, pugni chiusi, sotto la curva del popolo azzurro, per la festa di fine partita. Lo sapeva Diego, lo sentiva: ormai il sogno di portare il primo scudetto a Napoli stava per realizzarsi. Nelle case dei napoletani, come ogni domenica, il ragù continuò a puppuliare sul fuoco per altre ore, ed il profumo si espanse nelle stanze, mescolandosi allo schiocco dei tappi che qualcuno, più ottimista, già faceva saltare dalle bottiglie di bollicine. Dal freddo di Bergamo, la gioia che covava già sotto la brace a Napoli il passo fu breve. Il ricordo si è riproposto poco tempo fa, nel gennaio 2025. Anche stavolta il Napoli lotta per il titolo, e mezza Italia calcistica, se vogliamo dire anche più di tre quarti, spera che gli azzurri trovino una battuta d’arresto davanti alla dea guidata da Gasperini, e dopo un quarto d’ora sembrerebbero accontentati, quando Retegui buca Meret con un sinistro potente. Dieci minuti dopo Matteo Politano controlla in area e spara un sinistro al volo sotto la traversa. Sul finire del primo tempo il Napoli la ribalta con una azione veloce chiusa da quello che si rivelerà il miglior calciatore del campionato, Scott “McFratm” McTominay. 

L’ Atalanta non ci sta, e dopo una decina di minuti dall’inizio della ripresa è  Lookman a pareggiare con un’azione personale. A quel punto i famosi tre quarti di italiani calcistici riprendono vigore, ci credono: i ragazzi di Conte forse si fermano, ma vuoi vedere che il Napoli veramente pensa di vincere lo scudetto. La risposta è sì. E allora Romelu Lukaku salta di testa e consegna al Napoli tre punti che si riveleranno decisivi per lo scudetto, che, a dispetto di qualcuno, lo vincerà davvero. Ora siamo di nuovo prima di una sempre impegnativa Atalanta – Napoli: forse, e sottolineo forse, questa volta il Napoli non lotta per lo scudetto, ma abbiamo ancora a cuore la vittoria. Dobbiamo prendere tre punti, e ci proveremo con tutte le forze. I ragazzi lottano con il cuore, e l’hanno dimostrato anche nella gara con la Roma, quando, con una marea di infortunati, hanno combattuto con le unghie e con i denti per portare a casa il risultato positivo, e, a mio modesto parere, il pari con i giallorossi è più che tale. La lista continua degli infortunati non perde iscritti: ora ci  è rientrato Rrahmani, che ne avrà per un po’ di tempo, ma niente paura. I ragazzi azzurri hanno dimostrato il loro valore ed il loro cuore. Lo dico di nuovo: non è il momento di farsi domande, di pors interrogativi. Questo è il tempo di essere uniti, di dire a Conte ed ai calciatori che siamo orgogliosi di loro, dal primo all’ultimo, e che crediamo ancora sia possibile prendersi 13 vittorie. Sarò un sognatore? Si’, felice di esserlo, perché il Napoli è e resta per sempre nel cuore il sogno d’amore di un bambino ormai cresciuto. Forza Napoli Sempre

*Scrittore, tifoso Napoli

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