Massimo Ciccognani
LISBONA Un 28 gennaio da cancellare per il Real, di conferma per il Benfica. Nell’andata del playoff per gli ottavi, stavolta l’ha spuntata il Real, 1-0 e tutti a casa in attesa del ritorno tra una settimana al Bernabeu. La decide Vinicius, croce e delizia del Madrid comn un gol da paura. Spettacolare. Nel calcio si gioca di squadra, ma in squadra ci sono anche i campioni. E sono quelli che nel momento del bisogno si esaltano e mettono il punto esclamativo sulle partite. Prendi Vinicius Junior, eclettico, fantasioso, una scheggia impazzita, che stasera ha sfoggiato il meglio del suo repertorio. Imprendibile per il suo angelo custode, un gol, altre quattro occasioni. E tanto basta.
L’infermo esiste E allora benvenuti a quello del Da Luz, un catino infernale, di un rosso fuoco accecante. Qui si respira aria di storia, il vento soffia ancora. Tanti trofei in bacheca, ma soprattutto due Champions, che sono nulla in confronto alle quindici del Real, ma che inducono il popolo lusitano a crederci ancora. Soprattutto da quando è arrivato Mourinho, la musica è cambiata, i rossi di Lisbona hanno ripreso coraggio, recuperato nella Primeira Liga e soprattutto c’è questo playoff Champions da onorare al meglio. Il Benfica parte forte, spinge ventre a terra, crea ma il Real è attento, gioca coperto, lascia sfogare l’avversario e si affida alla qualità dei suoi uomini miogliori per andare a far male dalle parti di Trubin. Dietro è tornato Rudiger accanto a Hujsen, con Alexander Arnold e Carreras a coprire gli esterni. Gran lavoro. Il Benfica ci prova ma non tira mai, gran ritmo, ma il Real non soffre mai. Anzi, sono i Blancos ad andare vicino al vantaggio con Vinicius che in diagonale sfiora il secondo palo. Poi, occasione anche per Mbappé che calcia alto su assist di Vinicius.
Capolavoro del brasiliano Manco si inizia e il Real va avanti. Gran gol di Vinicius che si accentra e di destra insacca sotto l’incrocio. Poi, succede il finimondo, perché va ad esultare in maniera provocatoria verso il pubbico di Lisbona e Letexier lo ammonisce. Gioco fermo per minuti, volano bottigliette in campo, espulso un assistente di Mourinho e il clima diventa rovente con Prestianni, numero 25 del Benfica, che avrebbe rivolto insulti razzisti al brasiliano. Torna il sereno, o quasi, e si riparte. Coi fischi ogni volta che Vini prende palla. Vinicius è scatenato, ci prova ancora, Trubin si rifugia in angolo, poi smanaccia un’altra conclusione maligna del brasiliano che vuole chiudere il conto con la gente di Lisbona cercando il secondo gol. La partita si infiamma nel finale, Mourinho chiede il secondo giallo per Vinicius, protesta col quarto uomo e scatta il rosso, mentre il Benfica produce il massimo sforzo. Dodici di recupero con il Benfica che arriva ai sedici metri ma non calcia mai in porta. Il Real gestisce, Letexier dice che può bastare. Appuntamento mercoledì a Madrid, col Real che parte dal vantaggio di Vinicius. L’inerzia è dalla sua parte anche se sarà un’altra battaglia.





