SERIE A

Juve-Lazio, tra conferme e rilancio

Nella foto: Jonathan David (foto Salvatore Fornelli)

Augusto Riccardi

Il passo falso della Roma a Udine, ha spianato alla Juventus la strada per prendersi il quarto posto in solitaria grazie al 4-1 di Parma, disarmante per come maturato, che certifica di una vena ritrovata di questa Juve targata Spalletti che dal suo arrivo ha imparato solo a vincere. Poi c’è stata anche Cagliari, dove la sconfitta è arrivata dopo novanta minuti di dominio che però non ha indebolito, ma fortificato il carattere dei bianconeri che hanno preso a girare a pieno regime. La squadra va, sofrretta da una condizione fisica ottimale. La qualità al servizio di un gruppo che non è quello ideale per Spalletti, con il tecnico di Certaldo che da subito ha fatto di necessità virtù, lavorando sulle debolezze bianconere, ridisegnando lo spirito di una squadra adesso in salute, consapevole delle proprie possibilità di espressione. Che non sono poche. Juve quarta, un punto sotto il Napoli, col Milan a +5 e la capolista Inter a +10. 

Spalletti medita, non pensa allo scudetto ma a sfruttare la sostanza del momento. La Juventus non gioca benissimo ma è decisamente più sciolta rispetto al recente passato: quattro gol al Parma, tre al Napoli, cinque alla Cremonese, tre al Sassuolo. Quindici gol fatti, nessuno subito, a testimoniare di una ritrovata sostanza in fase difensiva. Decisivo il recupero di Bremer, che si è scoperto anche bomber all’occorrenza, visti i due gol segnati nell’ultimo turno ai ducali. Il brasiliano ci ha messo la testa, come ce la stanno mettendo i b ianconeri che sanno che il futuro non può essere rimandato. C’è un piccolo tesoro da difendere, il vantaggio su quinto posto. NOn saranno però sempre rose e fuori, come domenica quando allo Stadium arriverà una Lazio chiamata a dare una svolta alla sua stagione. Spalletti contro Sarri, altro crocevia della stagione, perché la Lazio è troppo anonima per essere vera. Sfida tra toscanacci che sanno tanto di calcio. Luciano tornato in A per volare alto nelle praterie dell’immenso. Perché quel piccolo tesoro va difeso a tutti i costi. Il ritorno in Champions che vale una stagione.

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