Francesco Raiola
Il Ferraris, domani alle 18, rappresenta per il Napoli molto più di una semplice trasferta di campionato. È uno di quei campi che misurano la reale solidità di una squadra, la sua capacità di stare dentro la partita anche quando il ritmo si alza, gli spazi si chiudono e l’avversario porta la gara su un piano fisico e nervoso. Il Genoa di De Rossi, in questo senso, è un avversario scomodo, organizzato, capace di rendere ogni partita sporca e complicata, soprattutto davanti al proprio pubblico.
Il Napoli arriva a Genova con la consapevolezza di non poter più sbagliare. La stagione è entrata nella sua fase decisiva e il margine di errore si è assottigliato drasticamente. Antonio Conte lo sa e lo trasmette alla squadra, chiedendo meno estetica e più concretezza, meno frenesia e più controllo. Il Napoli visto nelle ultime uscite è una squadra che bada al risultato, che accetta di soffrire, che non ha più paura di abbassare il baricentro quando serve per poi colpire nei momenti chiave.
Il Genoa proverà a portare la gara sul terreno dell’intensità, cercando di spezzare il ritmo e sfruttare le seconde palle. La presenza di Malinovskyi tra le linee è un fattore da tenere sotto controllo, così come la fisicità del centrocampo rossoblù e la spinta costante degli esterni. De Rossi chiede aggressività e coraggio, soprattutto nei primi minuti, per provare a togliere certezze a un Napoli che preferisce comandare il gioco piuttosto che inseguirlo.
La partita, però, sembra disegnata per essere risolta più dalla testa che dalle giocate individuali. Il Napoli dovrà essere paziente, evitare di allungarsi e non concedere campo alle ripartenze genoane. Fondamentale sarà la gestione del possesso e la capacità di occupare bene gli spazi centrali, dove Conte pretende superiorità numerica e letture corrette. È una gara da interpretare con maturità, senza forzature, nella consapevolezza che anche un episodio può indirizzare novanta minuti bloccati, con i nuovi acquisti Alisson Santos e Giovane pronti a subentrare e a incidere.
Il Genoa dovrebbe disporsi con il 3-5-2, affidando la porta a Bijlow e schierando una linea difensiva composta da Marcandalli, Ostigard e Vásquez. In mezzo al campo Frendrup ed Ellertsson garantiranno corsa e copertura, con Malinovskyi libero di muoversi tra le linee, mentre sugli esterni agiranno Norton-Cuffy a destra e Martín a sinistra. In avanti, Vitinha e Colombo saranno chiamati a lavorare di sponda e ad attaccare la profondità.
Il Napoli risponderà con il 3-4-2-1 di Conte. Davanti a Meret, il terzetto difensivo dovrebbe essere formato da Rrahmani, rientrante, Buongiorno e Juan Jesus. In mezzo al campo Lobotka sarà il riferimento tecnico e tattico, affiancato da McTominay, incaricato di dare fisicità e inserimenti. Sulle corsie agiranno Spinazzola a sinistra e Gutierrez a destra, con compiti di spinta ma anche di equilibrio. Alle spalle dell’unica punta Højlund troveranno spazio Vergara e Elmas, chiamati a legare il gioco e a supportare l’azione offensiva.
Genoa-Napoli è una partita che non promette spettacolo sfrenato, ma che può dire molto sul peso specifico delle ambizioni azzurre. Al Ferraris serviranno lucidità, compattezza e personalità. Conte chiede risposte, e il Napoli sa che questo è uno di quei passaggi che non si possono fallire. Fischio di inizio alle ore 18. Arbitro del match il sig. Massa di Imperia.






