Anoir Assou
L’Inter cade, si rialza e ribalta tutto: da 0-2 a 6-2 contro il Pisa, notte di tempesta e orgoglio a San Siro. L’anticipo del venerdì sera della 23ª giornata mette di fronte un’Inter ferita dalla sconfitta in Champions e un Pisa organizzato, fisico, pericoloso soprttutto lontano da casa. Chivu conferma il giovane Pio Esposito accanto a Lautaro, rilancia Zielinski – tra i migliori della stagione – con Mkhitaryan e Sucic, e concede riposo ad Akanji dando spazio a De Vrij. Sulla carta tutto sotto controllo, ma il campo racconta tutt’altro.
L’Inter parte forte, sospinta dal pubblico, ma il Pisa è compatto e copre bene le linee di passaggio. Poi l’imprevisto che cambia la partita: errore in disimpegno, Sommer fuori posizione e Moreo trova un gol irreale dai 35 metri. È lo 0-1, e l’insicurezza del portiere svizzero si riflette su tutto il reparto. I nerazzurri reagiscono più di nervi che di testa: Bisseck sfiora il pari con una serpentina solitaria, ma poco dopo arriva il colpo più duro. Calcio d’angolo Pisa, ancora Moreo, colpo di testa e 0-2, con Sommer nuovamente non impeccabile. San Siro ammutolito, primo tempo che sembra un incubo.
Chivu però legge la partita e la ribalta con una scelta chiara: fuori Luis Henrique, dentro Dimarco. E cambia tutto. In nove minuti l’Inter si riaccende. Zielinski si procura il rigore e lo trasforma con una bordata sotto la traversa. Poi la catena di sinistra diventa devastante: Dimarco pennella per Lautaro, che di testa firma il 2-2 e allunga in vetta alla classifica marcatori. Prima dell’intervallo arriva anche il sorpasso: Bastoni trova Pio Esposito, che domina il diretto avversario e fa 3-2. Un primo tempo da montagne russe, chiuso sotto il diluvio e con l’Inter di nuovo avanti.
Nella ripresa i nerazzurri provano a gestire, ma il Pisa resta vivo e conferma la sua capacità di overperformare in trasferta. Chivu inserisce Thuram e Barella, l’Inter alza il ritmo e costruisce occasioni in serie, fermate solo dal portiere e dal palo. Il solito vizio di tenere aperte le partite aleggia, ma questa volta arriva il colpo che chiude i conti: Dimarco, ancora lui, al volo su assist di Thuram, palo-palo-gol da applausi. È il 4-2 che spezza la resistenza toscana. Nel finale c’è spazio anche per Bonny, che in azione solitaria firma il 5-2 su ennesimo assist di un incontenibile Dimarco. In pieno recupero gioia anche per mikitaryan, di testa, su sviluppo da corner. L’Inter stravince.
Finisce tra gli applausi di San Siro e con un messaggio chiaro al campionato: l’Inter sa soffrire, sbagliare, ma anche reagire e travolgere. Primo vero ribaltone stagionale, +6 sul Milan e una squadra che, nel caos, ha imparato a ruggire.





