SERIE A

Lazio, adesso subito in piedi

Biancocelesti a Lecce per dare un calcio alla crisi

Nella foto: Maurizio Sarri (foto Salvatore Fornelli)

Guglielmo Guidi

La Lazio è una polveriera. Mai così ai inimi termini il rapporto tra Maurizio Sarri e il Club. Tornato questa estate alla guida dei biancocelesti, si è ritrovato ad affrontare una sessione estiva senza mercato, complice l’indice di liquidità. La Lazio si è barcamenata in attesa di quella invernale che qualcosa ha smosso, ma a far parlare sono state soprattutto le cessioni. Via Guendouzi e Castellanos, due pezzi che ingolosivano il Comandante. Adesso a fare le valige tocca ad Alessio Romagnoli, attratto dalla richiesta dell’Al Sadd, la squadra araba allenata da Roberto Mancini che ha offerto per il difensore, altro baluardo del gruppo storico di Sarri, un triennale da sei milioni a stagione. Difficile non accettare soprattutto quando dalla parte opposta, la Lazio, non v’è certezza del futuro. Sarri mastica amaro, Lotito ha detto chiaramente che comanda e decide lui. La Lazio non lo esonerà mai per via di un contratto troppo oneroso, Sarri non lascia per rispetto verso la tifoseria. Ma siamo ai titoli di coda. E a Lecce contro l’undici di Eusebio Di Francesco, la partita da dentro o fuori. Entrambe sono obbligate a vincere, per la Lazio potrebbe essere l’ultima occasione.