Antonio Mengoni
La Fiorentina si rialza ed alza la voce, nel giorno del ricordo del suo presidente, Rocco Commisso. Una vittoria, quella di Bologna, di sostanza e non solo di cuore. Perché al Dall’Ara la Fiorentina si è scrollata di dosso ansie e paure, ha confezionato una prestazione sanguigna e conquistato tre punti di vitale importanza perché hanno portato la Viola al terz’ultimo posto agganciando il Lecce. La strada per la salvezza è ancora lontana, perché una rondine sul cielo di Firenze, non significa primavera. Ma vale tanto, come detto.
Primo perché conquistata contro un avversario di spessore abituato ormai da anni a stazionare nei quarttieri alti della graduatoria, secondo perché ottenuta finalmente con una prestazione di squadra che non si vedeva da tempo. Sembra lontani i fischi del Franchi, le contestazioni. Firenze è tornata e vuole tornare a galoppare nelle praterie dell’immenso. Al Franchi arriva il Cagliari reduce dal successo sulla Juventus, avversario tosto e di spessore per capire se quello viola non è soltanto un sogno che svanisce all’alba.






