CHAMPIONS

Troppa Arsenal per l’Inter: 3-1

Gunners travolgenti a San Siro

Nella foto: esultanza di Gabriel Jesus - Credit Uefa - (Photo by Chris Ricco - UEFA/UEFA via Getty Images)

Anoir Assou

E’ troppa l’Arsenal per quest’Inter che perde un altro big match: a San Siro finisce 3-1 per i Gunners che ribadiscono la leadership nel girone. L’Inter si presenta alla notte europea di San Siro con i titolarissimi, Zielinski in cabina di regia e la coppia Thuram–Lautaro davanti, ma l’impatto emotivo della sfida contro la capolista del maxi girone si fa sentire fin dai primi minuti. L’Arsenal parte con un’intensità feroce, riaggressione immediata e qualità diffusa, e sfrutta subito l’avvio contratto dei nerazzurri: azione manovrata ad alta velocità nella trequarti interista e Gabriel Jesus punisce, gelando lo stadio.

Il gol però ha un effetto inatteso: risveglia l’orgoglio dell’Inter. La squadra di Chivu si compatta, difende con ordine e risponde con rabbia e coraggio. Alla prima vera accelerazione di Thuram, palla a rimorchio per Sucic che lascia partire un destro violentissimo, imparabile: 1-1 e partita riaperta, in un clima elettrico. Da lì in avanti il primo tempo diventa un concentrato di calcio europeo vero, con occasioni da una parte e dall’altra, ritmi alti e continue transizioni.

A spezzare di nuovo l’equilibrio è la specialità della casa londinese. Calcio d’angolo studiato, torre sul primo palo e ancora Gabriel Jesus, che firma la doppietta e riporta avanti i Gunners. L’Inter non si disunisce, anzi riprende a palleggiare con personalità: notevole la parata di David Raya sul sinistro di Dimarco dalla sua mattonella preferita. I nerazzurri costruiscono, tengono il campo e dimostrano di poter stare dentro una partita di questo livello, ma il primo tempo si chiude sul 2-1 per l’Arsenal.

La ripresa si apre con un’Inter arrembante, padrona del possesso e sospinta da San Siro, in un avvio che richiama le grandi notti europee del recente passato. L’Arsenal però non arretra: ogni recupero palla diventa una minaccia, con uomini che arrivano da ogni zona del campo e i calci piazzati sempre pronti a fare male. La differenza di abitudine ai ritmi altissimi della Premier emerge col passare dei minuti, con gli inglesi che sembrano accusare meno la fatica.

Chivu prova a cambiare l’inerzia inserendo Pio Esposito per un Lautaro stremato e Frattesi per Barella. Il classe 2005 entra con personalità, protegge palla, fa salire la squadra e crea subito qualche presupposto interessante. Ma contro un avversario così basta un attimo di disattenzione. A dieci minuti dalla fine, su un corner a favore dell’Inter, l’Arsenal recupera e riparte con ferocia: due passaggi e Gyökeres chiude il conto, 1-3.

Finisce così una partita di alto livello, che certifica la forza dell’Arsenal e lascia all’Inter la sensazione di essersela giocata, ma anche la consapevolezza di quanto sia sottile il confine tra competere e pagare dazio a certi livelli. I londinesi blindano il primo posto nel girone, i nerazzurri dovranno attendere l’ultima giornata per sapere se l’Europa passerà dai playoff o dall’accesso diretto agli ottavi. Una sconfitta che non cancella la crescita, ma che ricorda quanto la Champions non conceda margini di errore.