Francesco Raiola
Il Napoli si avvicina alla trasferta di Copenaghen con la consapevolezza che la Champions League in questo momento non ammette passaggi a vuoto, soprattutto quando si gioca lontano dal Maradona e in uno stadio capace di trascinare emotivamente la squadra di casa. Il Parken Stadium rappresenta un banco di prova severo, di quelli che misurano la maturità europea più ancora del valore tecnico. Gli azzurri sanno di dover affrontare una gara fatta di ritmo, attenzione e gestione dei momenti, perché in notti come queste l’episodio può cambiare tutto.
Antonio Conte lo ha ribadito con forza in conferenza stampa, andando ben oltre la semplice analisi dell’avversario. «In Champions non esistono partite scontate, soprattutto in trasferta. Qui il livello si alza e se non sei concentrato dal primo all’ultimo minuto rischi di pagare caro ogni distrazione», ha spiegato il tecnico, insistendo sull’aspetto mentale più che su quello tattico. Nonostante la continua emergenze, Conte ha parlato di una squadra chiamata a crescere anche nella sofferenza: «Ci saranno momenti in cui dovremo difenderci bassi, essere compatti, accettare di non avere sempre il pallone. L’importante è restare dentro la partita, capire quando colpire e farlo con cattiveria».
Parole che raccontano bene l’idea di Napoli che l’allenatore sta cercando di costruire, una squadra meno fragile, più consapevole dei propri mezzi e pronta ad adattarsi ai contesti europei. «Voglio vedere personalità e senso di appartenenza. Questa competizione ti dice subito se sei pronto o no. Noi siamo venuti qui per vincere », ha aggiunto Conte, sottolineando come la Champions rappresenti un passaggio obbligato nel percorso di crescita del gruppo. Non una vetrina, ma una verifica continua.
Il Copenaghen proverà a sfruttare il fattore campo, puntando sull’intensità e su un’organizzazione collaudata, cercando di abbassare il ritmo del Napoli e colpire nei momenti di disordine. I danesi sanno che servirà una partita quasi perfetta per mettere in difficoltà una squadra costruita per reggere l’urto fisico e mentale di queste sfide, ma faranno leva sull’entusiasmo e sulla compattezza.
Il Napoli dovrebbe presentarsi con Milinkovic-Savic tra i pali, protetto da una difesa a tre composta da Beukema, Buongiorno e Juan Jesus, scelta che garantisce struttura e copertura preventiva. Sulle corsie agiranno Di Lorenzo e Gutierrez, chiamati a un lavoro continuo tra spinta e ripiegamento, mentre in mezzo al campo toccherà a Lobotka e McTominay dare equilibrio, ritmo e protezione alla squadra. In avanti Conte sembra orientato a puntare su una soluzione che unisca qualità e sacrificio, con Elmas e Spinazzola a supporto di Højlund, riferimento centrale chiamato a battagliare e ad attaccare la profondità. Il Copenaghen dovrebbe rispondere con Kotarski in porta, una linea difensiva compatta e un centrocampo pronto a schermare e ripartire, con Elyounoussi e Achouri incaricati di accendere la manovra alle spalle della punta. In una notte che pesa sul cammino europeo degli azzurri, saranno le scelte iniziali e la loro interpretazione a dire molto sul vero volto del Napoli in Champions.
Fischio di inizio alle ore 21. Arbitro del match sarà il bosniaco Peljto.





