Anoir Assou
L’Inter risponde presente. Dopo la prestazione opaca dell’ultimo turno, i nerazzurri tornano a Udine con il piglio delle serate importanti e portano a casa tre punti pesantissimi nell’anticipo della 22ª giornata, al termine di una gara più complessa di quanto racconti l’1-0 finale. Chivu opera qualche rotazione mirata: turno di riposo per Bastoni, sostituito da Carlos Augusto, con Bisseck braccetto destro. Sulle corsie Luis Henrique e Dimarco, davanti la coppia Lautaro–Pio Esposito. L’avvio è quello giusto: Inter alta, aggressiva, dominante nel possesso. Davanti, però, c’è un’Udinese organizzata e compatta, schierata con un 5-4-1 molto stretto in fase di non possesso, capace di chiudere tutte le linee di passaggio e di rendere complicate le imbucate centrali.
Nonostante la densità friulana, l’Inter costruisce occasioni: il capitano e Dimarco sciupano due chance importanti che avrebbero potuto indirizzare prima la gara. La squadra di Runjaic non ha difensori rapidissimi, ma sopperisce con fisicità, intensità e presenza centrale, rendendo difficilissimo sia il gioco aereo sia la rifinitura nello stretto. Il vantaggio arriva a metà del primo tempo ed è la sintesi perfetta del momento nerazzurro: combinazione rapida, tecnica, fiducia. Imbucata di Zielinski, sempre più a suo agio in cabina di regia, sponda illuminante di Pio Esposito – quarto assist stagionale per il capitano – dribbling secco di Lautaro e colpo da biliardo di esterno. 1-0, gol da leader, da uomo che sente la partita. L’Inter continua a giocare bene, crea, ma spreca ancora. L’Udinese, con Davis troppo isolato nella morsa dei tre centrali nerazzurri, fatica a rendersi pericolosa. Solo una palla persa di Barella in costruzione concede un tiro centrale, facile preda di Sommer. I nerazzurri allora abbassano leggermente il ritmo, dosando le energie anche in vista dell’impegno europeo imminente.
Nella ripresa il copione non cambia: Inter in controllo, Udinese bassa. Viene annullato anche un gol a Dimarco per fuorigioco di Pio Esposito, conferma di un dominio territoriale evidente. Runjaic prova a cambiare pelle passando al 3-5-2 e poi inserendo più peso offensivo nel finale, ma la partita resta appesa più all’inerzia che a reali occasioni. Nel finale l’Udinese assalta sfruttando fisicità e palle lunghe, Chivu risponde chiudendosi in maniera pragmatica. L’Inter soffre, stringe i denti e difende il risultato con maturità. Al triplice fischio sono tre punti d’oro: vittoria sporca quanto preziosa, che porta i nerazzurri temporaneamente a +6 sul Milan e a +9 sul Napoli. Sette successi nelle ultime otto, una squadra che cresce anche nelle difficoltà. L’Inter non è ancora perfetta, ma è solida, consapevole e sempre più convincente. E, soprattutto, continua a vincere.





