Massimo Ciccognani
Un primo tempo al di là della noia, neppure la miseria di un tiro in porta e i fischi del Bernabeu, assordanti, e fazzoletti bianchi a sintetizzare un momentaccio incredibile per il Real Madrid, la sconfitta in Supercoppa, l’esonero di Xabi Alonso e la prima di Arbeloa da dimenticare con l’umiliante eliminazione in Copa del Rey. Poi, una ripresa da Madrid e la sentenza Mbappè e il gran gol di Raul Asensio, e i fischi che si trasformano in applausi convinti dalla gente del Bernabeu: 2-0 al Levante e Barcellona a meno uno, con i blaugrana in campo domani a San Sebastian contro la Real Sociedad. Il Real la sblocca ad inizio ripresa cpm il rigore trasformato da Kylian Mbappé e sette minuti dopo Asensio la chiude sul centro del subentrato Arda Guler. Mastantuono sfiora il terzo gol con palla che si stampa sulla traversa. C’era da cancellare l’amara notte con l’Albicete, e il Real lo ha fatto, ritrovando coraggio e la qualità che non manca. L’avversario non è di quelli da far salire i brividi sulla schiena, ma di questi tempi guai a fidarsi. Era solo importante vincere per allontanare un momentaccio, e il Real lo ha fatto. Arbeloa può sorridere e cominciare a pensare al Monaco, avversario in Champions martedì al Bernabeu.






