SERIE A

Inter, primato da blindare

La capolista a Udine per cancellare lo sgarbo dell'andata

Nella foto: esultanza Pio Esposito (foto Daniele Buffa/Image Sport)

Anoir Assou

La seconda giornata del girone di ritorno rimette l’Inter davanti a uno specchio scomodo. Udinese–Inter non è una partita come le altre, perché riporta alla memoria una delle serate più stonate dell’andata: per rapporto tra qualità delle rose, la peggiore prestazione nerazzurra del primo giro, quella in cui l’Inter si smarrì a San Siro senza mai riuscire a imporre il proprio gioco. Il recupero infrasettimanale contro il Lecce ha regalato punti forse inattesi, ma pesantissimi, consolidando una classifica che sorride. Eppure la trasferta in Friuli arriva in un momento delicato: meno di 72 ore dopo l’ultima fatica, con un’infermeria che non concede sconti. Cristian Chivu non recupera nessuno: Calhanoglu e Dumfries resteranno fuori ancora a lungo, almeno un mese. I numeri raccontano un incrocio quasi paradossale: miglior attacco del campionato contro peggior difesa. I nerazzurri viaggiano a quota 43 gol segnati, mentre l’Udinese ne ha già incassati 32. 

E l’Udinese è storicamente una squadra scomoda: fisica, intensa, aggressiva sui duelli e sulle seconde palle. Un tipo di partita che sposta l’asse dall’estetica alla sostanza, rendendo complicato quel palleggio manovrato e raffinato che è uno dei marchi di fabbrica dell’Inter di Chivu. Proprio ciò che accadde all’andata. Per i friulani arrivano anche buone notizie: Arthur Atta è pronto a tornare titolare dal primo minuto, chiamato a dare ordine e muscoli a un centrocampo che proverà a sporcare ogni linea di passaggio.

Chivu insiste sui suoi principi: proposta, pressing, rotazioni e vocazione offensiva. Anche per questo, nonostante le energie da dosare, l’Inter dovrebbe presentarsi con la miglior formazione possibile. In una corsa scudetto che l’oppone a veterani come Allegri e Conte, il tecnico nerazzurro sa di non potersi concedere passi falsi, soprattutto in questo momento. Udinese–Inter va oltre i tre punti: è un confronto di idee e identità, dove vincere significherebbe dimostrare di aver superato i fantasmi dell’andata.

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