BATTUTO IL REAL

Supercoppa Spagnola al Barcellona

Finisce 3-2 una sfida emozionante

Nella foto: la festa del Barcellona che si è aggiudicatp la Supercoppa a Jeddah - Credit RFEF - (Foto: Ángel Martínez/RFEF)

Massimo Ciccognani

JEDDAH (Arabia Saudita) La Supercoppa spagnola è ancora una volta del Barcellona che s’impone per 3-2 sul Real Madrid al termine di una partita bellissima, ennesimo spot per il calcio iberico. Decisa a quindici dalla fine da una sfortunata autorete di Asensio su conclusione di Raphinha. Ha vinto la squadra che stava meglio, davanti ad una, il Real, che ha giocato con cuore e carattere, che in mezzo a tante difficoltà e problematiche e alle tante assenze, l’ultima quella di Mbappè, si è esaltata giocandosela fino alla fine. Finisce 3-2 per i blaugrana, ma col Madrid che esce dal campo a testa alta. Ci ha provato, fallendo per due volte di fila in pieno di recupero di riprenderla, ma ha trovato davanti un Joan Garcia straordinario. Alla fine ha vinto la squadra che stava meglio, ma il Madrid, pur sconfitto, ne è uscito rafforzato. Nelle idee. Perché è stato bravo Xabi Alonso a ridisegnare i suoi. Niente Mbappè, dentro Gonzalo e non Arda Guler. Nell’emergenza, Tchouameni si è messo a fare il centrale difensivo, Asensio esterno basso riportando Valverde in mediana, mentre davanti, insieme a Gonzalo, Vinicius e Rodrygo. L’idea tattica di Alonso è chiara: difesa e ripartenza, stoppare l’avversaario in mediana e far male in controgioco. Sorpreso Flick dall’atteggiamento del Madrid: il tedesco ha rilanciato Lewandowski punta centrale, con Yamal, Raphinha e Fermin Lopez a sostegno.

Emozioni e gol E’ un Clàsico pazzesco, quello d’Arabia. All’intervallo è 2-2 tra Barcellona e Real Madrid, in un primo tempo dalle grandi emozioni. E adesso capisci perché da queste parti vogliono sempre loro in finale. Un inizio di marca blaugrana, con la formazione di Hansi Flick che tiene il pallone, lo fa girare in orizzontale con la precisione di un orologio svizzero ma senza mai riuscire a verticalizzare. Merito di un Real attento che ha concesso poco. La partita si sblocca a nove dalla fine quando Raphinha si beve Asensio e castiga l’impeccabile Courtois che in precedenza aveva chiuso con autorevolezza due chiare occasioni blaugrana. Il match si accende al novantesimo, ed è un gioiello di Vinicius Junior che si porta a spasso tutta la difesa blaugrana e firmare l’1-1. Non segnava da diciotto partite. Sette di recupero dove succede di tutto. Lewandowski ringrazia l’imbucata di Pedri e davanti a Courtois lo beffa con uno scavetto che bacia il palo e finisce in rete. Finito? Manco per idea perché all’ultimo secondo, il Real la riprende ancora con Gonzalo Garcia che finalizza un angolo, con palla che picchia sulla traversa poi il più lesto di tutto è il giovane attaccante del Madrid che fa 2-2. Spettacolo puro.

Decide Raphinha La ripresa inizia sotto il segno del nervosismo con qualche screzio di troppo. Le squadre si allungano, le difese giocano alte e ci si diverte. Flick gioca la carta Ferran Torres, Alonso quella di Arda Guler e Real che passa 4-4-2. Venti alla fine. Miracolo Courtois che salva su Yamal un gol che sembrava fatto. Appuntamento rimandato di appena un giro di lancette, ancora con Raphinha che al limite si libera e calcia alle spalle del portiere belga del Real con la deviazione di Asensio: 3-2 Barcellona. Quindici alla fine, è il momento di Kylian Mbappè, con Xabi Alonso che si gioca il tutto per tutto. La partita potrebbe cambiare nei cinque di recupero, quando il Barcellona resta in dieci per il rosso a De Jong, ma Joan Garcia ha chiuso la saracinesca e detto no a due occasioni che sembravano gol, clamorosa quella di Carreras. Sembravano, appunto. Ed è festa Barcellona. E’ blaugrana il primo titolo della stagione, in uno spettacolo di colori sopra il cielo di Jeddah. Raphinha giocatore del match e Madrid che esce a testa bassa, ma di più non poteva fare. Ma il successo più intrigante è stato quello della RFEF, la federcalcio spagnola, che ha disegnato un evento sotto le stelle arabe impeccabile. I sessantamila e passa presenti al King Adbullah Sport City, ne sono la testimonianza. Quello di un calcio attraente, che diverte e piace. Evviva.

Nella foto: l’esultanza di Raphina dopo il gol del definitivo 3-2 – Credit RFEF – (Foto: Ángel Martínez/RFEF)
Nella foto: la delusione del Madrid dopo l’occasione per il pari fallita all’ultimo respiro – Credit RFEF – (Foto: Ángel Martínez/RFEF)