VERSO SAN SIRO

Napoli, esame di maturità

Domani la sfida all'Inter. Equilibrio e compattezza, così Conte vuole prendersi i tre punti

Nella foto: Antonio Conte (foto Daniele Buffa/Image Sport)

Francesco Raiola

C’è un filo sottile, quasi impercettibile, che lega le grandi notti di San Siro alle ambizioni del Napoli. Domani sera l’Inter rappresenta l’ostacolo più alto e più ingombrante, ma anche il banco di prova ideale per misurare la reale profondità della squadra azzurra, chiamata a dimostrare di essere qualcosa di più di un progetto in costruzione. Il Napoli arriva a Milano con la consapevolezza di chi sa di non potersi permettere passaggi a vuoto, ma anche con la leggerezza di chi ha tutto da guadagnare in una sfida che può indirizzare il senso della stagione.

Il tema principale è la maturità. Non tanto tecnica, quanto mentale. Il Napoli ha mostrato segnali di crescita evidenti nella gestione dei momenti, nella capacità di restare dentro la partita anche quando l’inerzia sembra sfuggire. Contro l’Inter servirà proprio questo: saper soffrire, scegliere quando abbassarsi e quando invece osare, senza farsi schiacciare dal ritmo e dalla fisicità nerazzurra. È una partita che chiede lucidità più che spettacolo, compattezza più che brillantezza.

In questo contesto assume un peso specifico il possibile rientro di David Neres almeno tra i convocati. Non è solo una questione di minuti in campo, ma di opzioni. Sapere di avere in panchina un giocatore capace di spaccare la partita, di cambiare passo e scenario, rappresenta un valore aggiunto anche psicologico. La sua presenza amplia le soluzioni offensive e costringe l’Inter a non abbassare mai la guardia, soprattutto nella ripresa.

Il Napoli dovrebbe presentarsi con un assetto chiaro e riconoscibile. In porta Milinkovic-Savic, protetto da una linea difensiva guidata da Rrahmani, con Juan Jesus sul centro-sinistra e Di Lorenzo a completare il reparto. Sulle corsie Politano e Spinazzola avranno il compito di dare ampiezza e profondità, mentre in mezzo il cervello resterà Lobotka, affiancato dalla fisicità di McTominay. Più avanti toccherà a Elmas e Lang muoversi alle spalle di Højlund, riferimento centrale chiamato a lavorare per la squadra e a capitalizzare le poche occasioni che arriveranno.  È un Napoli che si affida all’equilibrio e alla compattezza, consapevole che a San Siro, prima ancora del talento, servirà personalità.