Augusto Riccardi
Alla Juve non basta dominare novanta minuti per portare a casa i tre punti contro il Lecce. E’ bastato un errore per permettere ai salentini di mettere il muso avanti con Banda al tramonto della prima frazione. Ci ha pensato McKennie in avvio di ripresa a portare il punteggio in parità. Poi, un lungo assedio, occasioni divorate sotto misura, un rigore parato da Falcone che ha salvato il Lecce a più riprese con un paio di interventi prodigiosi. Pesa molto il rigore fallito da David, parato di piede da Falcone. Il Lecce ha fatto la sua partita, si è difeso con ordine per poi provare a ripartire. La Juve ha fatto la partita, ha creato molto, ma senza sfondare. Spalletti cambia modulo e si affida al 4-2-3-1 e il Lecce soffre, ma i bianconeri, pur dominando, non sfondano. Lo fa invece il Lecce al tramonto della prima frazione approfittando di un errore in disimpegno di Cambiaso che serve Banda che si accentra e fa secco Di Gregorio sul primo palo. La Juve riparte nella ripresa con lo spirito giusto, McKennie trova subito il pari che regala nuova linfa ai bianconeri. Diventa un assedio, con il Lecce a difendersi. Sale in cattedra Falcone, che chiude la saracinesca e dice no a tutti gli attacchi bianconeri, compreso un calcio di rigore di David, con il portiere salentino che salva con il piede di richiamo. La Juve attacca a pieno regime, Spalletti manda dentro tutti gli attaccanti possibili, ma Falcone è insuperabile e regala ai suoi un pareggio insperato quanto d’oro. Per la Juve occasione persa con i bianconeri che agganciano la Roma al quarto posto, ma stasera avrebbero dovuto fare molto di più. Se non c’era Falcone.






