Anoir Assou
L’Inter chiude il 2025 tornando subito sul campo, dopo l’uscita amara dalla Supercoppa Italiana, con l’obiettivo di trasformare la delusione in risposta. E all’orizzonte bussano quattro impegni ad alta tensione: Atalanta fuori, Bologna in casa, poi Parma e il Napoli a San Siro il 10 gennaio. Un vero tour de force, esame di maturità probante per capire chi sono i nerazzurri. Domenica sera, al New Balance di Bergamo, i nerazzurri affrontano l’Atalanta in una delle trasferte più complesse del calendario, contro una squadra fisica, intensa e ritrovata. Cristian Chivu si affida ai titolari: davanti torna la coppia Lautaro–Thuram, mentre in cabina di regia rientra Hakan Calhanoglu, chiamato a ridare ordine e qualità dopo le rotazioni viste a Riyad. Tra i pali rivedremo Yann Sommer, segnale chiaro di come l’Inter voglia affrontare la gara senza compromessi. L’ultima partita dell’anno solare diventa così un passaggio chiave per ribadire ambizioni e identità.
L’Atalanta, rivitalizzata dal lavoro di Raffaele Palladino, arriva in salute e con rinnovata fiducia: pressing, ritmo e duelli individuali saranno le armi principali di una squadra che alla New Balance Arena ha costruito buona parte dei propri successi. Per l’Inter serviranno lucidità e maturità, soprattutto nella gestione dei momenti della partita, per evitare di farsi trascinare su un terreno favorevole ai bergamaschi. Da capolista, l’Inter sa di non poter abbassare la guardia. Vincere a Bergamo significherebbe chiudere l’anno con un messaggio forte da lanciare al campionato: la leadership passa anche dalle notti difficili, soprattutto quando il contesto chiede personalità oltre al talento.






