VERSO IL DERBY

Inter, dove eravamo rimasti?

Chivu per per dare un calcio al passato e riprendersi il trono di Milano

Nella foto: Cristian Chivu (foto Salvatore Fornelli)

Anoir Assou

L’Inter torna in campo dopo la sosta e lo fa nel modo più elettrico possibile: il derby della Madonnina. San Siro si prepara alla notte più attesa della città, in un incrocio che profuma di vertice. L’Inter capolista e il Milan a due punti: è una partita che pesa, che indirizza, che racconta lo stato di salute delle due squadre più in forma del campionato. Chivu ci arriva dopo la convincente vittoria sulla Lazio, ma anche dopo le scorie emotive della sosta: la pesante sconfitta della Nazionale contro la Norvegia ha toccato molti nerazzurri, ma il tecnico rumeno ritrova quasi tutti i suoi uomini, con la sola eccezione di Dumfries, ancora in dubbio per un problema alla caviglia. Un dettaglio non secondario in una sfida che si giocherà molto sulle fasce. L’Inter non batte il Milan dal 22 aprile 2024, la famosa “partita scudetto”. Da allora, 3 sconfitte e due pareggi, seguiti da un’estate complicata, una finale di Champions persa e uno scudetto svanito all’ultima giornata. Chivu, però, ha ricomposto un gruppo che sembrava vicino allo sgretolamento, restituendo identità e, soprattutto, intensità. Il pressing ultra-aggressivo, marchio di fabbrica del nuovo corso, sarà la prima arma nel derby: riconquista alta, ritmo feroce, qualità nel palleggio per ribaltare il fronte e non concedere ossigeno al Milan.

Ma proprio qui nasce il primo grande nodo tattico. Il Milan di quest’anno è una squadra fisica, letale in campo aperto, perfetta per sfruttare ogni uscita sbagliata della difesa dell’Inter. Leao e Pulisic sono interpreti che non danno riferimenti, che vivono negli spazi e che possono colpire in transizione se il pressing nerazzurro non sarà pulito e coordinato. È qui che Chivu dovrà trovare la soluzione più saggia. Il dubbio Acerbi-Bisseck è il vero bivio della vigilia: l’esperienza e la lettura difensiva del primo o la velocità e la capacità di correre all’indietro del secondo? Una scelta che pesa e che dirà molto dell’impostazione mentale con cui l’Inter affronterà il derby. A centrocampo, Sucic e Zieliński in ballottaggio per sostituire Mkhitaryan, mentre Calhanoglu si prepara al grande duello con Modric, una sfida “di regia” che potrebbe indirizzare il palleggio e i tempi della gara.

Davanti, Thuram è finalmente recuperato dopo più di un mese di stop. Resta da capire se Chivu sceglierà il suo partnership storico con Lautaro o se darà fiducia a Angel Bonny, rimasto ad Appiano come Thuram e in crescita costante, non ultimo il gol alla Lazio. In ogni caso, il capitano sarà la guida emotiva e tecnica di una squadra che vuole interrompere un digiuno troppo lungo nei confronti dei rossoneri. L’Inter arriva al derby con entusiasmo, ma soprattutto con una precisa identità tattica. Il Milan con fisicità e armi da transizione. Sarà una sfida di concetti, coraggio e dettagli. Perfetta per un rientro dopo la sosta.