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“Serve applicazione e mentalità”

Chivu spiega come ha cambiato i nerazzurri. Domani sfida all'Udinese: "Voglio lo stesso atteggiamento visto contro il Torino"

Armando De Paolis

L’applicazione prima di tutto. Cristian Chivu riparte da questi connotati per identificare la sua Inter. Dopo aver battuto il Torino nella gara d’esordio a San Siro, i nerazzurri giocano in casa anche la seconda, domani alle 20.45 contro l’Udinese. “Domani dovremo mantenere l’atteggiamento e la mentalità della partita col Torino – ha spiegato nil tecnico nerazzurro -. Poi ci sono ancora tante cose da migliorare, ma atteggiamento e mentalità sono le cose più importanti da confermare anche contro l’Udinese”.

Tra Chivu e i suoi sembra essere stato stretto un patto, il tecnico glissa. “Ci sono cose che si possono raccontare e altre no. Ma non pensate che siano chissà cosa. Si tratta sempre di cose che fanno bene al gruppo, che fanno capire l’importanza del gruppo, l’unità e l’armonia che bisogna avere. Il patto è che il responsabile sono sempre io, nel bene e nel male”.

Il tecnico romeno è soddisfatto dell’applicazione dei suoi, da Calhanoglu a Pio Esposito. “Hakan è un giocatore importante, è tornato motivato e con la mentalità giusta, con l’ambizione di lasciarsi alle spalle quella è stata la scorsa stagione. Ha dimostrato di voler stare in questo gruppo e di migliorarsi. Le prime partite sono importantissime, torna a disposizione e siamo tutti contenti. Sono contento della convocazione in Nazionale per Pio Esposito. E’ un ragazzo che sa che la strada è ancora lunga, ma è forte e ha la mentalità giusta”. 

Sul modulo e atteggiamento, e sugli uomini da mandare in campo, Chivu dimostra di avere idee chiarissime. “Possiamo avere opzioni anche con due punte, o tre attaccanti, a seconda degli avversari vedremo come giocare. Giocando ogni tre giorni, bisogna che accontenti un po’ tutti ma non si deve perdere la meritocrazia. La meritocrazia è il mio primo principio, quindi è giusto effettuare turnover con un calendario così fitto ma sempre con meritocrazia e seguendo il bene del gruppo. Tutti devono meritarsi il posto e far vedere che sono competitivi e che possono essere soluzioni valide. Ma adesso devo pensare solo all’Udinese. Troppi pensieri danneggiano e fanno danni a livello di aspettative”. 

L’ultima è sull’avversario di domani. “Non dobbiamo sbagliare l’atteggiamento, la mentalità, la cattiveria e dovremo mantenere la qualità che noi abbiamo. L’Udinese è un avversario ostico, ha un allenatore che stimo e apprezzo molto, è fisica ma ha anche mobilità. E’ sempre difficile affrontare una squadra come l’Udinese”. 

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