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“Vogliosi di far bene”

Domani la prima di Gasperini all'Olimpico, che fa 600 in A. Il tecnico carica i suoi: "Bologna avversario scomodo"

Nella foto: Gian Piero Gasperini

Il battesimo dell’Olimpico è per Roma-Bologna e tanto basta per capire la caratura della sfida che si metterà in moto domani sera alle 20.45. L’attesa è finita, e tanta curiosità per vedere all’opera la nuova Roma di Gian Piero Gasperini che si ritrova alle prese con la beghe di un mercato ancora da ultimare. Non è una Roma nuova, semplicemente diversa da quella recente. “La Roma di oggi è più forte? Lo dovremo capire, è una Roma molto diversa. Se guardate l’ultima formazione a Torino a fine maggio, rispetto a quella ci sono 3 titolari in meno, e 6-7 giocatori in panchina che non ci sono più. Sono arrivati 5 giocatori nuovi, di cui uno si è fatto male. Siamo diversi anche nei numeri. Mi auguro che la Roma sarà più forte. Cerchiamo di scoprirlo insieme strada facendo. Mi dispiace per Bailey, un infortunio difficile da spiegare, peccato”.

Domani Gasperini fa 600 panchine in A. “Una bella sorpresa – aggiunge il tecnico – e non poteva esserci occasione miglior: la prima di campionato, la nuova esperienza con la Roma in uno stadio gonfio di tifo e passione. Come squadra siamo vogliosi di far bene. Giochiamo contro una squadra che negli ultimi anni si è confermata tra le migliori del campionato. Siamo pronti”.

La lingua batte dove il dente duole, ovvero un mercato incompiuto. “Avrei voluto una rosa più completa, ma abbiamo lavorato bene con i nuovi arrivati. Sono profili su cui la Roma ha pensato di costruire il proprio futuro. Sono tutti giovani: il più vecchio è Neil che ha 24 anni, Ghilardi è un 2003, Wesley è un 2003, Ferguson un 2004. Sono dei bei profili. Mi piace lavorare su di loro. Arrivano da momenti diversi. Wesley arriva da 30 partite di fila, Ferguson invece da molto tempo di inattività, Ghilardi ha iniziato la preparazione quando è venuto da noi. El Aynaoui mi sembra quello più in condizione. Mi piacciono, penso si possa lavorare bene”.

La formazione ce l’ha in testa, ma non la dice, ovviamente. “Dovbyk sarà l’attaccante della Roma? Non ho la sfera di cristallo per sapere cosa succederà in questi ultimi giorni. Domani è convocato, quello che succederà lo vedremo. Dybala è rientrato da dieci giorni, è sulla strada giusta, sta facendo tutto. Non può giocare 90 minuti: o dall’inizio o a partita in corso. Pellegrini? Mi sembra sia vicino al recupero. Io sono arrivato che era infortunato, non ha mai potuto allenarsi con la squadra. Non so perché lo chiedete sempre a me e non alla società. La sua situazione che ho visto è chiara: è evidente che la società non ha intenzione di allungargli il contratto, lui ha bisogno di giocare per ambire alla Nazionale e ai suoi obiettivi. Ho ereditato questa situazione e cerco di chiarire. Risolveranno? A me sembra che se lui trova una situazione adeguata è contento di andare via, lui e la società”.

E adesso parola al campo. Che è quello che conta.