Verso Roma-Juve: chi si ferma è perduto

Nella foto: Claudio Ranieri e Igor Tudor (foto Salvatore Fornelli)

Augusto Riccardi

Sette vittorie di fila, quattordici risultati utili consecutivi (undici vittorie e tre pareggi), e la Roma va. Come nessuno a Roma avrebbe potuto immaginare. Il segreto ha un nome e cognome, Sir Claudio Ranieri, l’uomo delle missioni impossibili, anche se stavolta il suo, fino a questo momento, è un autentico miracolo. Dalla zona retrocessione alla zona Champions League che adesso i giallorossi guardano così da vicino quasi a toccarla. Ma adesso viene il bello, o il difficile, se volete, perché alla fine ne restano appena otto. Agganciata la Lazio che solo qualche mese fa volava a +15 proprio alla vigilia del derby di andata. Da lì un’altra storia, persino inimmaginabile. Agganciata la Lazio, la Juve a -3, il Bologna, al momento quartto, a -4. E domenica in un Olimpico ancora una volta gonfio di passione e tifo, arriva proprio la Juventus da poco affidata alle cure di Igor Tudor. Juve, poi il derby e il Verona senza muoversi mai da Roma. 

Ma Roma-Juve di domenica, è partita speciale, è la madre di tutte le partite, una rivalità storica che affonda le radici negli anni ottanta e che si ripropone ciclicamente, ma che stavolta vale tantissimo. Per continuare a cullare un sogno che la Roma e Ranieri hanno costruito passo dopo passo, giorno dopo giorno, rimontando una classifica impietosa, prima a guardare le altre volare alte nei cieli d’Europa, ora attaccata a quel carro europeo che Roma non vorrebbe perdere. Un ciclo terribile, perché oltre a Juve, derby e Verona, la Roma dovrà affrontare Fiorentina e Milan in casa, Inter, Atalanta e Torino in trasferta. 

Dall’altra parte c’è la Juventus che ha vissuto malissimo il dopo Allegri. Tanti errori di programmazione, Thiago Motta che non è riuscito d dare ai bianconeri quel passo per poter competere non solo per lo scudetto, visto che i bianconeri sono usciti malamente dalla Coppa Italia contro l’Empoli e in Champions per mano del Psv. L’arrivo di Igor Tudor per l’inversione di tendenza. Liui, juventino vero, uno che sa bene cosa sia il dna bianconero, chiamato per salvare una stagione che senza Champions sarebbe fallimentare. Ed ecco che Roma-Juve diventa un croicevia importante, per la Roma quanto per la Juventus che al punto in cui siamo arrivati, non possono permettersi passi falsi. Perché chi si ferma, è davvero perduto.