Massimo Ciccognani
Un pari in dieci per cinquanta minuti dopo una prima parte di gara sontuosa. Alla fine il 2-2 toglie punti all’Italia, ma non credibilità. Sentite Spalletti. “Ci sono degli episodi che buttano all’aria delle partite. Bisogna essere bravi da saper direzionare anche quegli episodi, a volte non è possibile come stasera. Quello che è la descrizione della gara è il dispiacere dei ragazzi negli spogliatoi per non aver vinto la partita. Si è visto che erano consapevoli che ce la potevano fare a ottenere un’altra vittoria e che ci sia entrata di mezzo un po’ di sfortuna. Questo attaccamento che hanno fatto vedere con il dispiacere è fondamentale. La partita è stata fatta bene anche in dieci, ci siamo abbassati un po’ troppo ma diventava impossibile, a fine primo tempo ero in dubbio se rimettermi a quattro. Era passato poco tempo, tiravo a far passare altri venti minuti per poi metterci a quattro così loro facevano più fatica. L’uno contro uno in difesa con la loro velocità offensiva non è facile, hanno una velocità incredibile ti mettono palla a dieci metri oltre e la vanno a prendere e arrivano prima”.
Di sicuro l’Italia ha dimostrato di essere sulla strada giusta, confermando quanto visto a Parigi e Budapest. “Trovo continuità in tutto, la squadra è entrata benissimo. Siamo migliorati, invece di prenderlo oggi abbiamo segnato dopo un minuto. C’è stata la stessa disponibilità al sacrificio col blocco basso, siamo usciti bene col palleggio e abbiamo attaccato gli spazi. Dopo quando si è recuperato palla specialmente in dieci dovevamo provare a fare qualcosa in più, anche se ti rimane difficile perché sei obbligato a raddoppiare per chiudere gli spazi e non riesci ad avere quella pulizia di gioco o a fare quegli strappi che possono fare la differenza. Nel finale abbiamo recupero due-tre palle con cui potevamo fare gol, non abbiamo concesso quasi nulla davanti a Donnarumma. Abbiamo preso il secondo gol su palla inattiva su un calcio d’angolo dove potevamo gestire meglio l’azione precedente. A me dispiace perché soprattutto i calciatori hanno giocato per la maglia e che volevano dimostrare di aver sterzato totalmente rispetto alla partita dell’Europeo. Volevano dimostrare che sono loro ad avere la cloche in mano e mettere tutte le loro possibilità dentro la gara. Quando ci sono due squadre di livello così alto che si affrontano è importante fare gioco, tenere palla e fare gol, ma è anche importante soffrire. Di solito è la squadra che riesce ad essere collettivo il più possibile per 90 minuti che porta a casa il risultato. I ragazzi hanno fatto anche questo, si va fiduciosi a giocare la prossima partita, questo risultato per noi va bene e non ci deve far pensare di aver perso due punti. Più di così non potevamo fare”.
Peccato l’episodio di Pellegrini. “Quello è il disegno di quando inizi a palleggiare, loro ti vengono a prendere uomo contro uomo e bisogna andare a cercare l’appoggio della prima punta. Abbiamo perso un paio di palloni sanguinosi in costruzione, quando si gioca uomo contro uomo bisogna saltare l’uomo e diventa rischioso. Ho urlato a Bastoni di cercare Retegui in occasione dell’espulsione perché avevo visto il difensore staccarsi su Pellegrini. Bastoni lì non può vedere quanto margine ha il difensore per anticipare Pellegrini, si può sbagliare perché sono due errori normalissimi ma sono venuti fuori due gol. Pellegrini devo rivedere l’episodio ma credo fosse espulsione, si sentiva un po’ frustato e ha provato il tutto per tutto perché si è sentito anticipato e se tocchi coi tacchetti è sempre rosso. Poi prendi gol sul calcio di punizione, prendi un gol evitabile su calcio d’angolo. Stasera doveva andare così, abbiamo pagato troppo cari questi piccoli errori”.





