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Nations League, domani Italia-Ungheria. Mancini: “Avversario con qualità importanti”

Nella foto: il ct azzurro Roberto Mancini. CREDITS UEFAPhoto by Chris Ricco - UEFA/UEFA via Getty Images)

Massimo Ciccognani

CESENA Domani al “Manuzzi”, secondo match di Nations League per la nuova Italia di Roberto Mancini. Dopo il pari di Bologna contro la Germania, c’è l’Ungheria di Marco Rossi sulla strada degli azzurri. Ci saranno tanti cambi anche stavolta, col tecnico intento a provare forze nuove, come confermato dallo stesso Mancini. “Un po’ di cambi ci saranno sicuramente, non credo tutti, ma saranno molti. La formazione? Adesso no, magari domani. Altri esordienti? Se saranno nei 23, sì. Non è un problema far giocare calciatore esordienti e metterli alla prova in gare difficili”.

Sulla strada del rinnovamento, potrebbe esserci anche una nuova filosofia di gioco. “Si può vincere in qualsiasi modo, non c’è una ricetta particolare. Con tutti i sistemi si può vincere, con la Germania negli ultimi 20 minuti non siamo riusciti a prenderli bene perché loro non erano male, mi sembra… Poi la partita successivamente è stata in totale equilibrio. Erano tutti giocatori nuovi, è chiaro che ci vuole un po’ di tempo”.

A Bologna positiva la prova di Cristante che come play ha dato equilibrio. Magari anche Locatelli…”?
“Locatelli può essere adattato in quel ruolo, ma Bryan insieme a Esposito sono gli unici in questo gruppo che possono giocare da play”. 

Donnarumma è uscito malconcio dalla sfida con i tedeschi. Per domani è in forte dubbio. “Gigio per me rimane il miglior portiere d’Europa: il portiere soffre un po’ di più rispetto agli altri quando si alterna. Ha questo piccolo problema, valuteremo domattina: se lui si sente di giocare e vuol giocare, giocherà. Qui in gruppo sono rimasti diversi, anche Belotti ad esempio a cui avevo detto di andarsi a riposare”. 

Serve da inventare un nuovo centravanti, magari Scamacca. Senza dimenticare Gnonto che entrato benissimo in partita contro la Germania. “Ha tutto per diventare un centravanti molto, molto bravo, è veloce, potente e tecnico. Può migliorare nello stacco, anche se alto. E’ reduce però dalla prima stagione da titolare in Serie A, ci vorrà un po’ più di tempo ma può diventare davvero un grande attaccante. Gnonto è un ragazzo, ha 18 anni e non gli va data nemmeno troppa pressione. Deve crescere tranquillamente. Per l’età che ha, sa giocare a calcio come pochi altri giocatori ed è molto veloce. Se lui cresce con calma, senza mettergli addosso troppa pressione, può far vedere le sue qualità importanti ed è un ragazzo intelligente: può crescere. Il suo ruolo migliore è la seconda punta, ma può fare anche l’esterno”.

Sulla panchina ungherese Marco Rossi che il ct conosce molto bene. “Marco è stato un mio compagno di squadra. Anzi, credo di averlo preso io alla Sampdoria (ride, ndr). E’ un ragazzo perbene e un bravissimo allenatore, grazie a lui l’Ungheria è migliorata tantissimo e sta facendo un lavoro straordinario. L’Ungheria ha battuto l’Inghilterra anche con merito, ha pareggiato con Francia e Germania all’Europeo: è una squadra difficile da affrontare, è molto fisica e ha qualità importanti in attacco”.

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